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Toni Morrison

Chloe Anthony Wofford nasce il 18 febbraio 1931 a Lorain, città industriale dell’Ohio, dove i genitori sono emigrati per sfuggire al razzismo del profondo Sud. Di famiglia operaia, si dimostra fin da bambina un’ottima studentessa, amante della lettura. Studia alla Howard University di Washington – in questo periodo inizia a farsi chiamare Toni – e si specializza quindi in letteratura inglese.
Insegna in due università, si sposa, ha due figli, divorzia e inizia a scrivere. Come redattrice presso l’editore Random House di New York, cura l’edizione di The Black Book, raccolta di documenti storici sulla schiavitù e sulla vita quotidiana degli afroamericani nei secoli passati: da una tragica vicenda di cronaca, quella di una schiava fuggiasca che uccise la figlia pur di non farla ricatturare dal padrone, trarrà poi spunto per scrivere il suo romanzo più famoso, Beloved, del 1987.
In parallelo, continua a insegnare in varie università, fino a ottenere la cattedra nella prestigiosa università di Princeton, dove fino a pochi anni fa ha insegnato scrittura creativa.
I suoi romanzi costituiscono ciascuno l’affresco di un’epoca della storia afroamericana: la schiavitù e la Ricostruzione, il fermento degli anni Venti e la grande migrazione verso il Nord, il movimento per i diritti civili e il Black Power. Nelle opere di Toni Morrison ritornano con insistenza alcuni temi fondamentali: il valore della memoria, l’importanza della comunità, la forza femminile; dai suoi testi emerge chiaramente la volontà di dire il mondo dal suo punto di vista di afroamericana e di donna, in opposizione tanto alla cultura dominante bianca quanto al potere maschile, anche all’interno della comunità nera.
Se i temi sono pressoché costanti, lo stile dei suoi romanzi è invece molto variegato. Negli anni, Toni Morrison ha sperimentato molte soluzioni linguistiche e narrative: forme particolari di realismo magico, riproduzione in letteratura dell’andamento musicale.
Anche nella scelta della lingua viene espressa la stessa ricerca: è evocativa, ricca di immagini, impiega l’inglese parlato dagli afroamericani sia in dialoghi informali sia in passi poetici, azzarda scelte inconsuete. Richiede dunque impegno ai lettori ma li ripaga con immagini folgoranti e memorabili.
Per tutti questi motivi, nel corso degli anni le opere di Toni Morrison hanno ottenuto un successo crescente di critica e di pubblico e numerosi riconoscimenti, dal premio Pulitzer per Beloved nel 1988 al Nobel per la letteratura del 1993, conferito a un’autrice «che, in romanzi caratterizzati da forza visionaria e spessore poetico, dà vita a un aspetto essenziale della realtà americana», come recita la motivazione. Da allora, Toni Morrison è diventata una sorta di monumento vivente della cultura americana, nonché un riferimento importante per tutta la comunità nera degli Stati Uniti.

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