La Fondazione Pescheria - Centro Arti Visive presenta Per Aria, la prima personale di Oliviero Fiorenzi in un’istituzione pubblica, a cura di Marcello Smarrelli, che inaugura sabato 21 marzo, ore 18, nella chiesa del Suffragio. Con questo nuovo progetto, Oliviero Fiorenzi (Osimo, 1992) prosegue la sua indagine sul cielo come spazio poetico, esplorando la spinta immaginativa dell’uomo verso l’alto e interrogando l’aria non solo come elemento fisico ma come campo del possibile, soglia invisibile tra elevazione e interiorità. Promossa dal Comune di Pesaro e dalla Fondazione Pescheria in collaborazione con Pesaro Musei, la mostra sarà visitabile fino al 7 giugno 2026.
Si tratta di un’installazione site-specific di grandi dimensioni concepita per la chiesa del Suffragio, un edificio congregazionale a pianta dodecagonale dove ci si raccoglieva per raccomandare a Dio le anime da far salire dal Purgatorio al Paradiso. Uno spazio dalla forte identità architettonica in cui la verticalità e l’originaria funzione generano una naturale tensione ascensionale. In questo contesto prende forma il pallone aerostatico in scala reale sospeso al centro della navata.
Alla conferenza stampa erano presenti, Daniele Vimini vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Pesaro, Claudio Olmeda presidente Fondazione Pescheria - Centro Arti Visive, il direttore artistico di Pesaro Musei Marcello Smarrelli curatore della mostra, l’artista Oliviero Fiorenzi.
Ha aperto Claudio Olmeda che ha ringraziato Oliviero Fiorenzi per aver scelto Pesaro e un suo luogo della cultura molto particolare. La sua è un’arte che ha bisogno anche di spazi adeguati anche perché un’arte che riesce a far sognare, a farci staccare dalla realtà di tutti i giorni e in cui ognuno di noi può trovare la sua dimensione e far risuonare qualcosa di proprio.
Ha continuato Daniele Vimini: credo che la personalità di Oliviero Fiorenzi sia un'ottima opportunità per la Pescheria, ancor di più in questa fase di coabitazione con le opere di Vangi in attesa del museo che verrà aperto nel 2027. Quindi prezioso il dialogo con quello che la chiesa del Suffragio ospita, sede che non abbiamo mai interpretato come un semplice spazio da riempire ma piuttosto come uno spazio da vivere e interpretare anche a partire dalla sua storia di secoli. L’installazione di Fiorenzi richiama l’idea di movimento ed è il simbolo dell'uomo che si muove nello spazio e nel tempo, che è pronto a decollare; sarà quindi in grado di alimentare suggestioni forti nei visitatori.
Marcello Smarrelli ha sottolineato: con la personale di Oliviero Fiorenzi il Centro Arti Visive Pescheria torna alla sua funzione più originale, quella di spazio per la produzione di opere d’arte contemporanea. Lo fa con un artista del territorio, a riprova che in questi anni le Marche hanno saputo dare vita a una nuova generazione di autori che ispirandosi a straordinarie figure come De Dominicis, Mattiacci, Cucchi, ma anche di grandi maestri adottati dalla regione, come Calzolari e Icaro, riescono ad esprimere al meglio il genius loci del territorio e a rappresentarlo con il loro lavoro, portandolo in giro per il mondo. La grande mongolfiera che occupa lo spazio suggestivo ed evocativo della chiesa del Suffragio è il segno tangibile di questa aspirazione a volare in alto, spinti dalla forza ascensionale di un presente difficile ma ricco di possibilità.
Io sono davvero grato per aver pensato un'opera e realizzato un'opera ad hoc per la chiesa del suffragio, perché lavoravo pensando a tutte quelle persone che per me sono dei miti della nostra storia dell'arte moderna e contemporanea, che hanno lavorato in questo luogo e qui hanno messo dentro le loro energie e la loro immaginazione: così Oliviero Fiorenzi. Quest'opera parla proprio di come l'immaginazione sia una spinta verso verso l'alto nel tentativo di superare anche il limite del corpo; ho iniziato a ragionare sul luogo, sulla doppia storia di chiesa e spazio espositivo. L’anima della chiesa mi ha guidato perché secondo me l'arte è come la spiritualità, ha l'obiettivo ultimo di elevare e innalzare lo spirito. Quindi questo è il mio tentativo e spero di essermi avvicinato un pochino a questo obiettivo. Quando ho iniziato a pensare a quest'opera, l'ho immaginato come una mongolfiera anzi meglio come un pallone aerostatico, qualcosa che sale ad altezze vertiginose dove noi riusciamo ad arrivare solo con l'immaginazione. Dunque un luogo dell'immaginazione che grazie al suo spazio interiore – che nasconde l’uccellino che si muove in cerchio - è un invito al raccoglimento spirituale e ritrovare il proprio il proprio respiro che è aria, il proprio tempo presente.
Forma archetipica e immediatamente riconoscibile, l’elemento volante rimanda al primo oggetto con cui l’uomo è riuscito a sollevarsi verso il cielo, dopo secoli in cui il sogno del volo era stato inseguito tra rocambolesche cadute e innumerevoli tentativi fallimentari. Fiorenzi concentra il suo interesse nell’istante di svolta, quando l’immaginazione si apre a nuovi orizzonti. Prima ancora di librarsi nello spazio aereo, l’uomo lo ha sognato, lo ha abitato con la mente, lo ha interrogato. In questa tensione verso l’ignoto, nella vertigine che suscita l’infinito e nell’impulso visionario che ne consegue, si può rintracciare il significato più profondo dell’opera.
Per Aria si articola attorno a due movimenti complementari: uno ascensionale, l’altro rotatorio. La verticalità dell’architettura diventa un campo di forze dove l’aerostato si offre come corpo sospeso e dialoga con lo spazio, amplificandone la tensione verso l’alto e attivando una stretta relazione con l’aria, perennemente attraversata da venti e correnti. Il secondo movimento che anima l’installazione è opposto e complementare, circolare e intimo. Il pallone presenta un’apertura nella parte inferiore, collocata all’altezza dello sguardo: lo spettatore è invitato ad avvicinarsi e a introdurre la testa al suo interno dove scopre con sorpresa un piccolo aquilone di carta che vola in cerchio in questo ambiente sferico, raccolto e silenzioso. Se all’esterno domina la spinta verticale dell’elevazione, all’interno si attiva un moto circolare più connesso al respiro, a un “vento interno” che sostiene la vita: uno spazio che richiama l’idea di inner space, in cui il volo diventa esperienza introspettiva.
L’aula dodecagonale del Suffragio diventa un campo di forze che mette in relazione l’interno e l’esterno, l’espansione e il raccoglimento, indagando la dimensione immaginifica e vitale dell’ascensione, al di là del suo movimento fisico. La grande mongolfiera si trasforma in una macchina poetica e un dispositivo sensoriale con cui l’artista ci fa attraversare l’invisibile: uno slancio dell’immaginazione sospeso tra l’atmosfera e la nostra più segreta natura, tra il soffio dell’universo il nostro respiro più intimo.
A dare un’idea dell’imponenza dell’opera e del grande lavoro che ha dietro, ecco qualche numero: 5 metri di diametro e 6.5 metri di altezza per le dimensioni; 150 i metri di tessuto tecnico utilizzato per la moda (un nylon molto particolare) fornito da Majotech di Como sponsor tecnico, serviti per la creazione della mongolfiera; la prototipista Carla Maiolo che si è occupata del confezionamento ha cucito per tre settimane consecutive; progettazione e prototipazione sono dell’architetto Marco Boselli.
Questo evento consolida il legame di Oliviero Fiorenzi con Pesaro. Nel 2024, anno da Capitale della cultura, l’artista nato nelle Marche era stato protagonista di uno degli interventi più suggestivi di cui si componeva il progetto Dalle sculture nella città all’arte delle comunità: per il Quartiere 8 - Pozzo Alto - Borgo Santa Maria aveva realizzato la performance ‘Gian Kite’, un grande aquilone fatto volare in un’azione collettiva e partecipata. Nel 2025, con l’opera Controluce, Fiorenzi ha rappresentato le Marche all’Expo di Osaka.
BIO
Oliviero Fiorenzi (1992, Osimo) è un artista visivo che vive e lavora a Milano. La sua ricerca esplora l’interazione tra vento, paesaggio e comunità, attraverso dispositivi cinetici e installazioni attivate dal movimento dell’aria, simbolo di connessione e rinnovamento. La sua pratica, spesso collettiva e performativa, mette al centro la partecipazione pubblica e il contesto. Ha esposto in spazi istituzionali e indipendenti tra cui Padiglione Italia Expo Osaka 2025 (Osaka, Giappone), Fondazione Feltrinelli e Triennale Milano (Milano), Manifattura Tabacchi (Firenze), Ex-Dogana (Roma), La Mole (Ancona), The Address (Brescia), Sonnenstube (Lugano). Ha inoltre collaborato con Dynamo Camp, l’Università Ca’ Foscari di Venezia e ha partecipato a Pesaro 2024 - Capitale italiana della cultura.
Il progetto si avvale dello sponsor tecnico Majotech, che ha fornito il tessuto per la realizzazione dell’opera.
Per Aria – Oliviero Fiorenzi
a cura di Marcello Smarrelli
chiesa del Suffragio/Centro Arti Visive Pescheria (corso XI settembre 284, Pesaro)
22 marzo - 7 giugno 2026
Inaugurazione sabato 21 marzo ore 18
orario fino a maggio venerdì - domenica e festivi 16-19; giugno venerdì-domenica e festivi 17-20, giovedì 17-20, 21-23
ingresso con card Pesaro Musei/biglietto singolo, gratuito fino a 18 anni e possessori Carta Famiglia del Comune di Pesaro
info 0721 387541 info@pesaromusei.it
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