Gioconda Belli nasce in una famiglia dell’alta borghesia nicaraguense di origine italiana. Dopo aver completato gli studi, prima in Spagna e poi in America, dove si diploma in pubblicità e giornalismo, ritorna in Nicaragua e ottiene un impiego come responsabile di un’agenzia di pubblicità a Managua. L’anno dopo, appena compiuti i diciotto anni, si sposa. Nasce la prima figlia, e la sua vita è quella di una signora borghese, che non vede alternative alla dittatura che insanguina il paese.
La lettura dei libri femministi di Germaine Greer, Betty Friedan, Simone de Beauvoir alimenta nuove idee, finché nel 1970, grazie a un collega di lavoro che le apre nuovi orizzonti culturali e di cui diviene l’amante, incomincia l’impegno politico. Belli inizia una doppia vita: in apparenza è ancora una perfetta signora borghese, ma, in realtà è una fiancheggiatrice del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale e con una storia parallela rispetto a quella matrimoniale.
In questa complicata condizione comincia a scrivere e a pubblicare poesie, che destano grandi consensi tra gli intellettuali, e sconcerto e scandalo nella buona società. Si separa dal marito, si innamora di un dirigente sandinista, Marcos, e si impegna sempre più attivamente nel Fronte Sandinista. Nel 1975 affida le sue figlie ai genitori perché costretta a rifugiarsi all’estero per evitare l’arresto. Racconta di quegli anni nel suo primo romanzo, pubblicato nel 1988, La donna abitata, in cui leggenda e realtà si mescolano attraverso la storia di due donne, vissute in epoche diverse, un’india che combatte contro i conquistadores e una donna moderna che vive sotto una feroce dittatura centroamericana, le cui vite si incontrano magicamente nell’amore e nella guerriglia.
Dopo essere fuggita in Messico, dove scrive nei primi tre mesi le poesie di Linea de fuego che vincerà a Cuba il premio Casa de Las Amèricas nel 1978, Belli, per decisione di Marcos, si reca in Costa Rica per organizzare la rete dei rifugiati, divorzia dal marito e riesce a farsi raggiungere dalle figlie.
Dopo la morte di Marcos si risposa e ha un altro figlio. Ma, nonostante gli impegni familiari accresciuti, continua alacremente a sostenere la guerriglia. In quegli anni, totalmente occupata dalla politica, scrive poco. Nel 1979, dopo la vittoria della rivoluzione sandinista, Gioconda Belli può tornare finalmente a Managua e le viene affidata la direzione della televisione di stato. Potrebbe finalmente trovare la tranquillità , ma si innamora di uno dei nove membri della Direzione Nazionale, e, pur lacerata dai sensi di colpa, rompe il matrimonio e inizia un nuovo rapporto devastante e contraddittorio. Alla crisi sentimentale segue la crisi politica: Belli ha divergenze col partito e sente il bisogno di dimettersi dalle cariche e ripensare nel silenzio alla sua vicenda esistenziale.
Nel 1984 arriva un nuovo amore; si tratta di un giornalista americano di origine italiana, che il partito le vieta di frequentare; ma questa volta si tratta di un amore adulto, paritario. Belli lo sposa nel 1987 e inizia la sua seconda vita, divisa tra l’America e il Nicaragua, dedita soltanto alla famiglia e alla letteratura, pubblicando romanzi tradotti poi in tutte le lingue.
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