Il progetto per il lungomare di ponente di Pesaro non è un semplice ridisegno dello spazio costiero: è un cambio di paradigma. Non aggiunge un’attrazione, ma moltiplica le possibilità. Non concentra, diffonde. Non monumentalizza, intensifica.
Per decenni il lungomare è stato una linea. Una sequenza funzionale, prevedibile, stagionale. Qui diventa spazio. Uno spazio abitato da 25 piazze: non episodi isolati ma un sistema, una costellazione di intensità distribuite che sostituisce la gerarchia con la moltiplicità. Non polarità cariche di pressione, ma venticinque micro-centralità, ognuna con una propria grammatica, un proprio ritmo, una propria idea di pubblico.
Camminare lungo il nuovo lungomare significa scoprire ambienti diversi, caratterizzati da materiali, colori, arredi e atmosfere specifiche, ma sempre coerenti tra loro. L’identità complessiva è unitaria, ma non monotona. Il percorso si trasforma in una narrazione fatta di episodi, pause, aperture e momenti di intensità.
La piazza non è più vuoto. È dispositivo. È infrastruttura sociale. È macchina climatica, palco, playground, platea, mercato, giardino, palestra, soglia. Ogni piazza è un condensatore di attività: eventi culturali, giochi, fitness, dehors, ombra, sosta, attraversamento. La ripetizione del numero – 25 – non produce uniformità ma differenza. Camminare lungo la costa significa attraversare una sequenza di ambienti, un montaggio urbano dove materiali, colori, vegetazione e arredi costruiscono variazioni continue su un tema comune.
Il lungomare smette di essere bordo e diventa spessore. Tra città e mare si inserisce un tessuto poroso, un organismo capace di assorbire flussi, redistribuire energie, generare permanenza. La sequenza delle piazze costruisce una narrazione: non un percorso lineare ma un’esperienza episodica, fatta di compressioni e dilatazioni, di spazi aperti e zone ombreggiate, di intensità e quiete. Ogni attraversamento è diverso; ogni ritorno produce una nuova combinazione.
Un aspetto centrale del progetto è la capacità di vivere tutto l’anno. Le piazze sono pensate per trasformarsi con le stagioni, ospitando mercati temporanei, eventi culturali, iniziative pubbliche o semplici momenti di relax quotidiano. La flessibilità è parte integrante del disegno: gli spazi possono adattarsi a esigenze diverse, evitando la desertificazione invernale tipica di molti luoghi balneari. Il lungomare diventa così un’infrastruttura stabile, non legata esclusivamente alla stagione estiva. Il nuovo lungomare si configura così come un bene comune, un’infrastruttura sociale e culturale che rafforza il senso di appartenenza e la coesione della comunità. Non solo un luogo di svago, ma uno spazio quotidiano di incontro, scambio e condivisione.
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