La sicurezza è protagonista del primo Consiglio comunale dell’anno, che si è aperta con le interrogazioni ed è entrata nel vivo con la discussione della mozione su “Strade Sicure”.
INTERROGAZIONI
Alla prima interrogazione, presentata da Marinucci, ad oggetto “Parcheggi selvaggi in Via Divisione Messina, chiarimenti su mancato parere del Consiglio di Quartiere e ritardi nell’installazione della segnaletica” ha risposto l’assessora alla Sicurezza e Viabilità Sara Mengucci: «è la stessa interrogazione a cui ho risposto il 26 novembre scorso - dice -, la questione della sosta e della viabilità rientra tra le nostre competenze, ma, come ho già detto, solitamente le richieste legate alla viabilità vengono condivise con i Quartieri. Su parcheggio e Polizia Locale, ribadisco che non si è fatto riferimento ad aree di sosta specificatamente a servizio del campo sportivo anche perché da una recente verifica dell’ufficio viabilità risulta che le aree adiacenti sono private e non sempre hanno destinazione d’uso a parcheggio. In ogni caso c’è anche un parcheggio in via Brigata Sassari che potrebbe essere utilizzato considerato che nella zona è stato istituito il limite di velocità dei 30 Km/h nel tratto di strada dell’Arzilla dall’inizio del centro abitato, lato Pesaro, fino all’intersezione con strada Ferriera ed è stato realizzato l’attraversamento pedonale su strada dell’Arzilla nei pressi del campo sportivo per mettere in sicurezza i pedoni. Infine, sarà resa definitiva la terza e ultima strettoia di Santa Maria dell’Arzilla. Tra l’altro a breve partiranno i lavori per rendere definitiva la terza strettoia dell’Arzilla». Ancora sulla Polizia Locale: «risulta che i residenti proprietari dei garage non abbiano richiesto la concessione di passo carrabile. La richiesta del rilascio della concessione di passo carrabile da parte dei residenti comporterebbe la necessità di garantire lo spazio di manovra e di conseguenza si attiverebbe un divieto di sosta anche sul lato opposto. Dopo l’interrogazione di Marinucci, in data 9 dicembre è stata inviata richiesta di parere al Quartiere 3, poi prima di Natale un secondo sollecito e ieri, durante il consiglio di Quartiere è stato votato all’unanimità questo divieto di sosta in via Divisione Messina, che si realizzerà nei giorni in cui ci sono manifestazioni sportive». Sui tempi: «Appena avremo il verbale verrà firmata l’ordinanza, poi in due settimane dovrà essere istallata una segnaletica (pannello integrativo speciale)». Il consigliere Marinucci: «Faccio presente che i 12 consiglieri hanno votato a favore, sia maggioranza che opposizione».
La seconda, “Procedura comunale per la trascrizione dei matrimoni omosessuali celebrati all’estero dopo la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (causa C-713/23)”, presentata dal consigliere Bartolomei. Questo il riassunto della risposta dell’assessora Mila Della Dora: «Le funzioni in materia di stato civile sono di competenza esclusiva dello Stato, che ne sovraintende, coordina e controlla l’esercizio. Ai sensi dell’art. 117 Cost., la legislazione sullo stato civile, inclusi i matrimoni, è riservata allo Stato; pertanto, l’Ufficiale di stato civile deve attenersi alle istruzioni del Ministero dell’Interno, mentre la vigilanza è attribuita al Prefetto (art. 9 DPR n. 396/2000). Gli organi comunali operano quindi nel rispetto delle direttive ministeriali, anche tramite le Prefetture. Per tale motivo, l’Ufficio ha investito formalmente la Prefettura competente con un quesito sulla questione oggetto dell’interrogazione. Nel rispetto delle attribuzioni istituzionali e del principio di leale collaborazione, ogni iniziativa o decisione deve coinvolgere anche gli organi ministeriali. Premesso ciò, con sentenza del 25 novembre 2025 la Corte di giustizia dell’Unione europea ha stabilito che il rifiuto di riconoscere un matrimonio tra due cittadini UE, validamente contratto in un altro Stato membro in cui essi hanno esercitato la libertà di circolazione e soggiorno, viola il diritto dell’Unione, incidendo su tali libertà e sul diritto alla vita privata e familiare. Tuttavia, la Corte ha chiarito che gli Stati membri conservano un margine di discrezionalità sulle modalità di riconoscimento e restano liberi di prevedere o meno il matrimonio tra persone dello stesso sesso nel proprio ordinamento, purché nel rispetto del diritto UE. Nel caso esaminato dalla Corte, la Polonia – che prevede il matrimonio come unico istituto per regolare tali rapporti – aveva rifiutato la trascrizione di un matrimonio omosessuale contratto in Germania da due cittadini polacchi; tale rifiuto è stato ritenuto lesivo dei principi europei. In Italia le unioni tra persone dello stesso sesso sono disciplinate dalla legge n. 76/2016 e la trascrizione dei matrimoni omosessuali celebrati all’estero è regolata dall’art. 32-bis della legge n. 218/1995, che attribuisce loro gli effetti dell’unione civile secondo la legge italiana; tale trascrizione avviene nei registri delle Unioni Civili, come precisato dal D.lgs. n. 5/2017. Esiste quindi una base normativa che consente la trascrizione di tali atti. Alla luce della sentenza della CGUE del 25 novembre 2025, in particolare dei punti 47, 48, 69, 75 e 77, e in attesa di indicazioni ministeriali o del parere della Prefettura, l’Ufficio di Stato civile propende per il seguente orientamento: In caso di richiesta di trascrizione di un matrimonio tra persone dello stesso sesso celebrato all’estero, si ritiene legittimo procedere alla trascrizione nei registri delle Unioni Civili, nel rispetto del quadro normativo vigente, fermo restando il parere richiesto alla Prefettura. Salvo diverso avviso prefettizio, tali matrimoni saranno riconosciuti nell’ordinamento italiano tramite trascrizione nel Registro delle Unioni Civili, con i conseguenti aggiornamenti anagrafici. Le procedure e le tempistiche applicate saranno le medesime previste per gli altri eventi di stato civile, rientrando tali attività nell’ordinaria amministrazione dell’Ufficio. L’Amministrazione provvederà ad aggiornare la pagina istituzionale del sito comunale dedicata a matrimoni e unioni civili, inserendo indicazioni specifiche sulle modalità, la documentazione e i tempi per la trascrizione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all’estero». Il consigliere Bartolomei: «Ringrazio l'assessora per la risposta e sono contento che l'Amministrazione si sia attivata a riguardo, ora attendiamo ulteriori indicazioni dalla Prefettura. Personalmente, continuerò a battermi per le famiglie omosessuali, in nome della libertà di ciascuno».
MOZIONI e ORDINI DEL GIORNO
Ordine del giorno con carattere d’urgenza presentato dalla consigliera Giulia Marchionni, ad oggetto la modifica al regolamento Tari. Nello spiegare l’urgenza la consigliera ha ricordato: «in questo regolamento sono contenute le esenzioni, sconti, agevolazioni, scadenze per i contribuenti e chiedo una modifica: che venga data la possibilità alle aziende che producono rifiuti speciali e che li fanno riciclare da aziende specifiche, di comunicare anche in maniera un po’ tardiva gli adempimenti fatti. Quello che sta succedendo è che l’Amministrazione va a chiedere indietro un beneficio economico a cui queste aziende hanno diritto in virtù di una norma nazionale solo perchè si sono dimenticati di comunicarlo entro il 28 febbraio. Credo sia un principio di buon senso per chi ha le carte in regola. I prossimi consigli sono “celebrativi”, questo ordine del giorno urgente serve per intervenire entro le scadenze (28 febbraio ndr)». Rispetto all’urgenza è intervenuto Perugini: «Dopo il confronto con gli uffici abbiamo ritenuto che l’urgenza non è ammissibile: il 28 febbraio presenta una scadenza che sulla base dei fatti non sarebbe risolta con una modifica retroattiva del regolamento. Ci preme dire che attualmente il Comune ha informato le aziende di questa scadenza e quasi tutte hanno provveduto. Ci sono trattative in corso per andare in contro alle aziende che per l’annualità 21-23 non sono ancora in regola». L’urgenza dell’ordine del giorno è stata respinta con 11 favorevoli, 21 contrari.
La prima mozione, emendata, è stata approvata (32 favorevoli), all’unanimità, discussa, presentata dai consiglieri Boresta, Malandrino, Redaelli, Canciani e Corsini è quella per chiedere l’inserimento del Comune di Pesaro nell’operazione “Strade Sicure”. Ad illustrarla la consigliera Boresta, che ricorda: «Pesaro è storicamente una città caratterizzata da buona qualità della vita, sicurezza e vivibilità, ma negli ultimi anni si è registrato un aumento di episodi di microcriminalità, vandalismi, spaccio, prostituzione, molestie e disturbo della quiete pubblica. Tali fenomeni, nonostante l’impegno costante ed efficace delle forze di polizia, sono frequentemente riportati dalla stampa locale. Le aree interessate includono anche zone centrali come il Parco Miralfiore, la stazione ferroviaria e il sottopasso dei Cappuccini, ma anche l’area del Monumento alla Resistenza e Piazzale Matteotti. La ripetizione e la gravità degli episodi hanno generato un clima di preoccupazione e un aumento della percezione di insicurezza tra i cittadini. Si riconosce il ruolo importante che gli enti locali possono svolgere a supporto della sicurezza pubblica. In particolare, risultano fondamentali strumenti come la videosorveglianza e gli interventi di sicurezza urbana. L’Amministrazione comunale è quindi chiamata a rafforzare il proprio impegno in collaborazione con Prefettura, Questura e Forze di polizia. Si impegna il Sindaco e la Giunta a richiedere l’inserimento di Pesaro nell’operazione “Strade sicure”. La richiesta riguarda soprattutto le zone più sensibili della città, tra cui stazione, centro storico e Parco Miralfiore. Si propone infine l’impiego di personale del 28° Reggimento Pavia per l’attuazione dell’operazione».
La discussione è proseguita con i consiglieri:
Marinucci: «Mi fa piacere che anche persone inizialmente titubanti sul tema, di fazioni politiche opposte alle mie, ad oggi si stiano ricredendo. Purtroppo, anche a Pesaro, una città da sempre riconosciuta come “tranquilla”, si sono verificati episodi poco virtuosi e penso che la presenza delle forze dell’ordine nei luoghi sensibili della città, rappresenta un elemento di deterrenza, soprattutto nei luoghi sensibili della città dove, ad oggi, esiste un po' di timore». Malandrino: «Forse alcuni non hanno percezione di ciò che accade nella nostra città, come anche in altre città d’Italia, per questo vorrei raccontarvi questo aneddoto: mi sono iniziato ad occupare di sicurezza anni fa, quando, insieme ad altri quattro amici, siamo venuti a conoscenza dell’aggressione di un gruppo di stranieri nei confronti della moglie di un nostro conoscente. Al tempo, ci siamo organizzati e abbiamo iniziato a predisporre delle passeggiate nei pressi del sottopasso della stazione, negli orari di arrivo del Frecciarossa (da Roma). Già dalla prima sera abbiamo individuato un gruppetto (forse lo stesso che aveva importunato la moglie del nostro amico) che stava infastidendo una ragazza appena scesa dal treno, per poi fuggire non appena visto il nostro gruppo nei dintorni. Il passaparola di questa esperienza esplose in un grande interesse collettivo, allargandosi ad una cinquantina di partecipanti attivi che organizzavano passeggiate nelle zone “calde” di Pesaro. La notizia, a quel punto, iniziò ad interessare al quotidiano “Il Resto del Carlino di Pesaro” che scrisse di noi. La reazione dell’allora sindaco fu espressa sul quotidiano con testuali parole: “Parliamo di ronde di quattro fascistoidi”, in realtà c’erano tante figure provenienti da diversi partititi politici, di destra e sinistra. Per questo, ritengo ad oggi fondamentale l’adesione e l’approvazione di questa mozione e mi fa piacere che il sindaco Biancani attuale si è detto favorevole alla promozione della mozione».
Vastante: «Il tema della sicurezza è quello che incide di più sulla vita dei nostri cittadini, va affrontato con serietà evitando allarmismi o sottovalutazione. È importante avere dati oggettivi: la città è complessivamente sicura, soprattutto se confrontata con altre realtà urbane di simili dimensioni. I reati più gravi risultano contenuti e non si registrano emergenze tali da giustificare una narrazione di insicurezza generalizzata. Ma non bisogna fermarsi ai numeri, la sicurezza è percezione e quando una parte della cittadinanza percepisce insicurezza va ascoltata con fatti concreti».
Palazzi: «Non ci saranno strade sicure finchè non ci saranno persone curate e accolte bene. La sicurezza non si costruisce solo con telecamere, pattuglie, controlli, ma anche con prevenzione, cura e dignità sociale. Nelle Marche oltre 22mila persone sono prese in carico da servizi di salute mentale e le richieste sono aumentate del 30% in pochi anni. Numeri che devono farci riflettere e agire, insieme. Solo una comunità che si prende cura dei più fragili è davvero sicura».
Lanzi: «L’operazione Strade Sicure era già stata adottata nel 2015, con risultati positivi. Oggi risulta indispensabile valutarne nuovamente l’attivazione, anche alla luce dei trasferimenti previsti a livello nazionale sul fronte delle qualifiche: a Pesaro, infatti, sono attesi soltanto quattro ispettori e nessun agente. Un quadro ulteriormente aggravato dalla riduzione dei percorsi di formazione per il personale: dalle 16 scuole inizialmente previste si è passati alle 6 attuali, con evidenti ripercussioni sull’organico e sulla capacità operativa. Per questi motivi diventa importante riuscire a far sì che l’operazione venga adottata anche nel nostro Comune, pur nella consapevolezza che i militari svolgerebbero un ruolo di supporto e di presidio preventivo nelle zone più sensibili della città».
Al termine della discussione il consigliere Marco Perugini ha poi illustrato l’emendamento che segue la mozione, sottolineando che: «Non ci opporremo ma richiediamo alcune modifiche e precisazioni». Nello specifico l’emendamento impegna il sindaco e la Giunta a richiedere formalmente alla Prefettura e al Ministero dell’Interno l’inserimento del Comune di Pesaro tra i destinatari dell’operazione Strade Sicure, individuando le aree cittadine maggiormente sensibili in cui attivare il servizio, a partire dalla stazione ferroviaria, dal centro storico e dal Parco Miralfiore. L’atto prevede inoltre la richiesta di un aggiornamento sullo stato della sicurezza in città e il rafforzamento del coordinamento con Prefettura e Questura, ribadendo il ruolo dello Stato nella tutela dell’ordine pubblico e il valore del supporto dell’Esercito alle Forze dell’Ordine.
La consigliera Boresta ha accolto l’emendamento, ribadendo: «Non ci sono modifiche sostanziali a quello che era il documento originario di Fratelli d’Italia, ma introduce un’integrazione che comporta la co-partecipazione della Prefettura nel progetto. Condividiamo questa modalità, però un’ultima osservazione: quando FDI presentò la mozione per l’inserimento di Pesaro nel progetto Strade Sicure si sono levate accuse violente, oggi gli stessi consiglieri aderiscono alla nostra mozione, integrandola con un emendamento. Le accuse degli scorsi mesi erano forse pretestuose?».
La discussione è proseguita con i consiglieri:
Anniballi: «Non possiamo considerare Strade Sicure la soluzione ideale o risolutiva, ma può rappresentare un aiuto concreto per restituire un maggiore senso di sicurezza ai cittadini. È però fondamentale che si compiano passi avanti anche sul piano normativo: è inutile, infatti, che chi delinque venga rilasciato poco dopo. La sicurezza è un tema trasversale, che riguarda sia la destra sia la sinistra, ed è proprio per questo che è necessario collaborare insieme».
Dominici: «La sicurezza tocca la sensibilità di tutti. La percezione dei cittadini sta cambiando, proprio per questo riteniamo che Strade Sicure possa rappresentare un contributo utile, se inserito in un quadro più ampio di collaborazione con le Forze dell’Ordine e Prefettura. Bisogna rispettare i ruoli e le competenze. Non dobbiamo cadere nella retorica di un allarme permanente, vogliamo una città vigilata, non militarizzata ma sicuramente più vivibile», ha concluso Dominici ricordando i progetti di sicurezza già in atto.
Lugli: «Il tema della sicurezza è alla base della costruzione di una comunità che possa vivere serenamente. Per questo sento di riconoscere l’impegno e il lavoro svolto dall’Amministrazione su questo fronte. Il Movimento 5 Stelle ha sempre sostenuto che la vera sicurezza non si ottiene soltanto attraverso una presenza visibile delle forze armate nelle strade, ma soprattutto mediante politiche di comunità, interventi di rigenerazione urbana, presidio sociale e il rafforzamento delle forze dell’ordine locali. In questo senso riteniamo fondamentale l’emendamento presentato, che restituisce responsabilità a chi è realmente chiamato a garantirla».
Bernardi: «Una mozione per cui all’inizio ho avuto dubbi perchè evidente agli occhi di tutti che la vera soluzione sia l’aumento delle Forze dell’Ordine. Il principale partito di opposizione della città ha partecipato a manifestazioni in cui si chiedevano più agenti, allo stesso tempo il Ministro della Difesa, che fa parte dello stesso partito, ha ipotizzato di definanziare questa proposta che secondo lui non funziona più». Ancora: «abbiamo visto l’opposizione dirsi vicina alle Forze dell’Ordine, ma nell’ultima legge di bilancio vediamo che i salari non vengono adeguati, l’organico non aumenta e gli investimenti vengono fermati. Mancanze che creano disagio ai cittadini, ma in primis ai lavoratori».
Rocchi: «La sicurezza dei cittadini è una priorità, ma rappresenta una questione complessa che richiede strumenti adeguati e una visione chiara. In questo senso, l’emendamento presentato contribuisce a fare chiarezza, ribadendo che l’operazione Strade Sicure non sostituisce il lavoro delle forze dell’ordine, ma le affianca e le supporta. Allo stesso tempo, i dati ufficiali confermano che Pesaro è una città complessivamente sicura, nella quale è possibile intervenire in modo mirato e responsabile per rafforzare la percezione di sicurezza e la tutela dei cittadini».
Bartolomei: «Accogliamo la mozione di FDI. Ho passato il primo periodo della mia adolescenza a Roma, coincideva con la prima attuazione di Strade Sicure ed è una cosa da accogliere con favore».
Malandrino: «Questa mozione vuole essere un ausilio alle Forze dell’Ordine. La carenza degli agenti è un problema che c’è da tempo, non solo con il governo Meloni».
Gambini: «Ciò che distingue il nostro approccio dal vostro è questo: per noi la presenza delle forze dell’ordine e dei militari rappresenta solo uno degli strumenti possibili, e non il primo. La nostra parte politica continua, infatti, a sottolineare la necessità di un approccio diverso, più ampio e strutturato. Pur non condividendo pienamente la mozione, voterò per disciplina di maggioranza. Ritengo tuttavia che si tratti di un impiego non ottimale delle risorse, perché il contributo dei militari si limita prevalentemente alla presenza sul territorio, sottraendoli a quello che è il loro ruolo principale. Per quanto mi risulta, inoltre, i militari sono già fortemente impegnati e il loro impiego in questo contesto non è né gratuito né privo di costi, rischiando quindi di non rappresentare un uso efficiente delle risorse disponibili».
Marinucci: «Torna spesso il tema della “bandierina politica”, ma è necessario essere realisti: le risorse pubbliche vanno utilizzate con responsabilità e parsimonia, valutando con attenzione l’efficacia degli interventi e il reale impatto sull’interesse collettivo».
Nobili: «Siamo riusciti a dialogare in maniera seria, umana e concreta su un tema fondamentale, senza riferimenti a ideologie politiche. Sicurezza non è solo telecamere, ma vuol dire, per i cittadini, essere i principali autori di una comunità educante al rispetto di persone o cose».
Andreolli: «Alcune affermazioni emerse in quest’aula non corrispondono alla realtà e rischiano di scivolare in semplificazioni che andrebbero evitate, soprattutto in un contesto come questo. La pianificazione dei percorsi di assunzione e di formazione è un processo complesso, sia sotto il profilo economico sia sotto quello organizzativo. Negli ultimi anni, inoltre, sono aumentate le complessità sociali legate alla natura urbana dei problemi, che sempre più spesso ricadono anche sugli enti locali. In questo quadro, la mozione affronta il tema della sicurezza mettendo al centro prevenzione, presidio del territorio e deterrenza, elementi che devono essere valutati con serietà e senso di responsabilità».
Mattioli: «Non vedo nella città di Pesaro una necessità così forte di militarizzare. È un’immagine che mi da inquietudine, ma ben vengano tutte le operazioni che vanno verso una prevenzione di tutela dei luoghi più sensibili della città».
Lanzi: «Non si tratta di militarizzare il territorio ma è bene precisare che dopo decenni di norme che hanno ridotto il personale e i percorsi di formazione, è evidente che il problema non può essere affrontato oggi, in breve tempo, e senza con la riduzione così sostanziale delle scuole di formazione. In passato anch’io ero contrario al progetto Strade Sicure, ma oggi non si può ignorare il tema della percezione di sicurezza, soprattutto in relazione agli episodi di microcriminalità. Anche questo aspetto incide in modo significativo sulla qualità della vita dei cittadini e merita di essere preso in considerazione».
Fabbri: «Siamo di fronte ad un problema sociale, che dipende da come lo stato gestisce l’Italia, rendendoci sempre più poveri».
Tommasoli: «Ho la certezza che questa amministrazione continuerà a porre massima attenzione al presidio sociale, stando attenti alla sicurezza».
Il sindaco Biancani ha chiuso: «Il sindaco ha espresso soddisfazione per l’andamento del dibattito, sottolineando come dimostri quanto il tema della sicurezza sia sentito dalla città. «È importante ribadire il concetto della sicurezza percepita: Pesaro è una città sicura, ma molti cittadini ci chiedono un maggiore controllo e un presidio più visibile del territorio». Il primo cittadino ha quindi ricordato le azioni già messe in campo dall’amministrazione: «Abbiamo previsto un rafforzamento del presidio della Polizia Locale nelle zone più sensibili, lavoriamo sul dialogo e sull’incontro con i giovani protagonisti di atti vandalici, abbiamo chiesto al prefetto un incremento dell’organico delle forze dell’ordine, abbiamo avviato e stiamo proseguendo la riqualificazione dell’area della stazione e sottoscritto, insieme al Comune di Fano, il protocollo regionale sulla sicurezza promosso dalla Regione Marche». Il sindaco ha poi richiamato un altro aspetto emerso nel dibattito: «Come ricordato anche dalla consigliera Palazzi, una parte di chi delinque oggi presenta fragilità e problemi di natura psichica. Per questo il tema della sicurezza deve andare di pari passo con interventi legati al disagio mentale e sociale, non soltanto con risposte di tipo strutturale. Le fasce che ci chiedono maggiore aiuto sono spesso le più fragili: persone in condizioni di povertà o con difficoltà articolate, alle quali è doveroso dare risposte come amministrazione». Infine, il sindaco ha chiarito il ruolo del Comune rispetto all’operazione Strade Sicure: «Trasmetteremo la richiesta alla Prefettura, ma sarà il Ministero dell’Interno a decidere se attivare o meno il progetto. È importante che non passi l’idea che la decisione spetti al Comune: noi attendiamo le valutazioni degli organi competenti». Sul tema delle assunzioni, il sindaco ha concluso: «Abbiamo promosso questo atto anche perché siamo a corto di personale. Continuiamo a chiedere certezza della pena e di affrontare il tema delle espulsioni attraverso accordi adeguati con i Paesi di provenienza, senza rinunciare a una politica di accoglienza per chi ha bisogno e rappresenta un valore aggiunto per il territorio. La sicurezza non si costruisce con gli slogan, ma con più agenti e interventi concreti. Per questo siamo soddisfatti di poter avanzare la richiesta di attivazione di Strade Sicure e ringrazio tutte le forze politiche per aver trovato un accordo su un tema così delicato».
Al termine dell’intervento del sindaco, il presidente Belloni ha dichiarato chiusa l’Assise.
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