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Enrico Capodaglio racconta 'La coscienza di Zeno' di Italo Svevo / Classici per un anno

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Ultimo dei dodici appuntamenti della seconda edizione della rassegna Classici per un anno 2024, organizzato da Università dell’Età Libera di Pesaro in collaborazione con Le Voci dei Libri.

Enrico Capodaglio per introdurre _ LA COSCIENZA DI ZENO _ Italo Svevo riporta una sua frase, scritta in una lettera a Benjamin Crémieux: “Questo romanzo è un’autobiografia, ma non la mia”. Il giudizio, spiritoso come tanti altri suoi, non va inteso alla lettera o, meglio, va inteso sia alla lettera sia nel senso ironico. Sono vere infatti cose contrarie in tempi diversi ma anche nello stesso tempo. È un’ironia che è della vita stessa, in un gioco di prospettive, tante e opposte, che è un compito sociale dello scrittore mettere in luce insieme.
L’autore di uno dei romanzi italiani più importanti del Novecento si presenta ai nostri occhi come il misto di un comico raffinato e di un pensatore alla ricerca della verità. _La coscienza di Zeno_ diventa così un’espressione del disincanto ma non del pessimismo, del malinteso, ma non dell’impossibilità di comunicare, perché invece il tessuto sociale è fitto, l’atmosfera familiare è calda e affettiva.
Il suo è un riso amaro, che attraversa la malattia e la guerra, il suicidio di un amico e i suoi amori impossibili: primo fra tutti quello per la moglie, senza mai perdere il gusto per la battuta e il piacere di vivere e soffrire. Zeno infatti è malato nell’animo e si affida a uno psicoanalista che gli consiglia di scrivere un diario, che via via si trasforma nell’opera stessa.
La vita ci porta in giro, capovolge i nostri piani, ci fa disperare con quello che abbiamo sempre desiderato e ci rende felici grazie ai nostri insuccessi. E noi, oltre tutto, ce lo meritiamo.
Leggendo questo romanzo profondo con il sorriso sulle labbra, la vita concreta si dispiega in tutta la sua ricchezza ambivalente. È proprio Italo Svevo del resto a scrivere al riguardo degli autori che inventano: “Le sue parole avevano creato un mondo nuovo, come tutte le parole non vere.”
Le parole di Zeno invece ricreano questo stesso nostro mondo vero.

Ad accompagnare Enrico Capodaglio nel racconto di Svevo saranno Le Voci dei Libri: Giuseppe Mezzino, Maria Vittoria Olivero, Luigi Sica e Pierangela Tinarelli.

Il Lanificio Carotti sarà illustrato da Fabio Fraternali.

L’evento è organizzato dall’Università dell’Età Libera di Pesaro in collaborazione con il Comune di Piobbico e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.
 
Curata da Enrico Capodaglio e Lucia Ferrati, la rassegna Classici per un anno 2024 - che gode del sostegno della Fondazione Casa di Risparmio di Pesaro e del patrocinio della Provincia di Pesaro e Urbino - è organizzata dall’Università dell’Età Libera di Pesaro, e i Comuni di Borgo Pace, Cagli, Carpegna, Fano, Fermignano, Frontone, Gradara, Pesaro, Piobbico, Sassocorvaro, Urbino in collaborazione con l’Associazione Amici della Prosa di Pesaro e Le Voci dei Libri APS e con il Circolo Culturale Bianchini di Fano, la Fondazione Carlo e Marise Bo di Urbino, Gradara Innova, la Fondazione ex Lanificio Carotti di Fermignano/Megawatt Srl, la Proloco di Sassocorvaro.

BUS NAVETTA
Informazioni per prenotazione servizio trasferimento


Le prenotazioni si accettano fino alle ore 12:00 di venerdì 15 NOVEMBRE e dovranno essere fatte tramite mail da inviare a: segreteria@levocideilibri.it 
Precisazione: I posti in sala NON sono prenotabili. Si consiglia perciò di arrivare ed accomodarsi per tempo. Per coloro i quali, invece, usufruiranno del servizio navetta i posti in sala saranno riservati.
 

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