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La scultura della memoria - Giuliano Vangi

Giuliano Vangi (Barberino di Mugello/FI 1931 - Pesaro 2024)
Scultura della Memoria
2018 piazza Mosca
materiale pietra di Apricena
dimensioni h 300 cm, l 700 cm; p 350 cm

L’opera rispetta la natura del luogo in cui si trova (una piazza): non è un monumento distante e innalzato ma una composizione architettonica che, come una quinta teatrale, è pronta ad accogliere - accanto a quelle raccontate con la pietra -, le storie delle persone che si fermano sulle sedute disposte a semicerchio come invito alla sosta. E’ questo il proposito dichiarato da Giuliano Vangi, che si riflette nella scelta di incastonare senza rilievi la pavimentazione in quella preesistente. Anche la volontà di creare un percorso fisico e visivo che dalla corte di Palazzo Mazzolari conduce ai Musei Civici, segue la stessa logica di apertura alla comunità. Un arco/varco/porta di 3 metri si fonde con il corpo di un uomo che sostiene una maschera dorata a coprirgli il volto. Il teatro, con le suggestioni del mondo greco, viene così rappresentato accanto alle altre arti: la poesia con il ritratto in bassorilievo di Leopardi, mentre pittura e musica sono incarnate dal volto di Raffaello e Rossini. Il gruppo plastico celebra così l’identità culturale del territorio e la memoria collettiva. La scultura è il risultato di una illuminata sponsorizzazione culturale: Gianfranco Selci fondatore di Biesse Group è il committente cui si deve l’opera - voluta in ricordo della moglie scomparsa Anna Gasparucci - e la sua collocazione in una sede pubblica open air, un’operazione realizzata con il Comune di Pesaro, la Fondazione Pescheria e Galleria Ca’ Pesaro 2.0. L’inaugurazione del 2018 anticipa le due esposizioni dedicate quell’anno a Vangi in Pescheria e a Ca’ Pesaro, e di fatto costituisce la prima tappa del progetto ‘Vangi per Pesaro’ che dovrebbe concludersi con la costituzione del Museo Vangi a Palazzo Mazzolari.

Testo liberamente tratto da Parco Urbano Sculture di Pesaro, Pesaro, Archivio Loreno Sguanci APS, 2025
www.archiviolorenosguanci.it/ilparcourbanodiscultura

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