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Grande sottilissima n.4 - Pietro Consagra

Pietro Consagra (Mazara del Vallo/TP 1920 - Milano 2005)
Grande sottilissima n. 4
1994 piazzale Matteotti
materiale acciaio corten
dimensioni h  400 cm, l 330 cm, p 2 cm

L’idea delle ‘Sottilissime’ appare nella poetica di Pietro Consagra come conseguenza dei lavori piatti e quasi privi di profondità degli anni ‘50 e ‘60: i Colloqui, i Giardini, i Ferri trasparenti. In particolare, i Colloqui sono opere sottili con una visione frontale, che si offrono all’osservatore da un punto di vista unico, in dichiarata antitesi con la scultura tridimensionale che l’artista considerava retorica e autoritaria; la sua, infatti, è un’arte ispirata a ideali di democrazia e uguaglianza. Il passo verso le ‘Sottilissime’ si compie fra il 1967 e il 1969 con il soggiorno negli Stati Uniti: le opere di quegli anni sono realizzate su fogli d’acciaio sottili come carta, costellati da forme geometriche e segni intagliati per creare effetti di trasparenza e incorporeità. Con le ‘Grandi sottilissime’ si enfatizza il concetto di presenza-assenza e frontalità: attraverso quelle gigantesche strutture quasi bidimensionali, Consagra evoca l’idea di varchi nello spazio urbano che invitano ad un rapporto diretto con il pubblico. Due sue grandi sculture ‘abitano’ piazza del Popolo dal 17 dicembre 1994 al 14 febbraio 1995 per il ciclo di esposizioni ‘Occasioni di scultura’ promosso dal Comune e curato da Enrico Crispolti: l’obiettivo è di documentare la produzione di alcuni artisti italiani della seconda metà del novecento fondamentali per la cosiddetta ‘Linea astratta’. Donata dall’autore alla città terminata la mostra, una delle due opere - la ‘Grande sottilissima n. 4’ - viene collocata in piazza del Monte, contesto raccolto che ne esaltava le dimensioni. Al 2010 risale il trasferimento in piazzale Matteotti, con un progetto a cura del Rotary Club Pesaro.

Testo liberamente tratto da Parco Urbano Sculture di Pesaro, Pesaro, Archivio Loreno Sguanci APS, 2025
www.archiviolorenosguanci.it/ilparcourbanodiscultura

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