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Arim - Agapito Miniucchi

Agapito Miniucchi (Rocca Sinibalda/RI 1923 - Terni 2023)
Arim
1983 via Cristoforo Colombo, Giardini Nilde Iotti
materiale pietra e acciaio corten
dimensioni scultura h cm 148, l cm 168; p cm 198

Il rapporto fra l’uomo e il mare è sempre stato centrale nel pensiero creativo di Agapito Miniucchi. Il mare che divide e unisce le terre, che ha nutrito e accompagnato lo sviluppo di civiltà millenarie, che ha dato origine a commerci fra popoli lontani ma anche a guerre terribili. Dopo la mostra di sculture in legno, pietra e cuoio allestita dal 26 luglio al 31 agosto 1979 a Palazzo Mazzolari Mosca, Miniucchi inizia a lavorare a un monumento per uno spazio aperto della città. ‘Il mio affettuoso legame con Pesaro - scrive - e con quel luogo (il tratto di mare di fronte alla sua abitazione) mi ha suggerito di creare una scultura, “Arim” (termine etrusco che evoca il mare e l’esotico) che coniugasse terra e mare, nel desiderio innato nell’uomo per la conoscenza, l’avventura…’. Con quello spirito, lo scultore crea l'onda che si abbatte sulla pietra: l’acciaio esprime la forza marina mentre la patina ossidata che la ricopre, grazie all'impiego del corten, rappresenta l'effetto del tempo sulla natura e la civiltà. La pietra da cui l'onda è inseparabile è invece simbolo chiaro della stabilità della terra, della ricerca di pace e sicurezza valori, della migliore umanità. L’opera viene inaugurata nel 1983. Quattro anni prima, in occasione dell’esposizione del 1979, il pittore e critico Piero Dorazio aveva scritto: ‘Fa bene il Comune di Pesaro, che fra i primi in Italia ha deciso da anni di sostenere le cruciali vicende della scultura, a incoraggiare questa volta Miniucchi, a offrire al pubblico la possibilità di apprezzare il suo consistente e originale contributo a questo aspetto dell'arte di oggi’.

Testo liberamente tratto da Parco Urbano Sculture di Pesaro, Pesaro, Archivio Loreno Sguanci APS, 2025
www.archiviolorenosguanci.it/ilparcourbanodiscultura

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