Agapito Miniucchi (Rocca Sinibalda/RI 1923 - Terni 2023)
A chi il mare ha tolto la vita mortale
2003 angolo viale Trieste/via Napoli
materiale pietra di Todi; basamento in cemento armato rivestito in acciaio inox
Dimensioni scultura h 216 cm; l 392 cm; p 50 cm, basamento h 54 cm; l 554 cm; p 124,50 cm
Inaugurato nel 2005, il monumento porta a compimento la volontà coltivata fin dalla fine della Seconda Guerra Mondiale dalla sede di Pesaro dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia (ANMI) di avere in città un monumento dedicato ai marinai caduti. La scelta dell’artista cui affidarlo non poteva che cadere su Agapito Miniucchi, scultore profondamente ispirato dal mare, elemento culla della civiltà. Nato a Rocca Sinibalda, a 10 anni Miniucchi si trasferisce con i genitori a Pesaro dove vive a pochi passi dal mare a Villa Olga. “…Le suggestioni di quel tratto di mare,” scrive nel 2012, “hanno inciso profondamente nella mia formazione giovanile tanto che volevo fare il capitano di mare, per viaggiare, conoscere il mondo…’Così spiega il senso dell’opera in una lettera del 15 ottobre 2002 inviata all’assessore alla Cultura del Comune Luca Bartolucci: “…Il canto dell’acqua scava la sacralità della pietra per trovare la pace nel silenzio degli Dei. Per annullare l’illusione che le apparenti espressioni di energia nella possanza della pietra siano inesauribili, che la bara già pronta alla nascita rimarrà vuota, che la carezza del vento muoverà per sempre le verdi cime degli alberi, i freschi brividi del mare, le bianche nuvole erranti nella clarità alta del cielo…”.
I monumenti ai caduti hanno il fine di conservare per l’avvenire la memoria di eventi luttuosi che appartengono all’eredità storica e umana dei popoli; l’opera di Miniucchi esprime con grande forza e senza alcuna retorica il valore del sacrificio e del coraggio ma testimonia anche la caducità umana nell’immensità del mare. 1612
Testo liberamente tratto da Parco Urbano Sculture di Pesaro, Pesaro, Archivio Loreno Sguanci APS, 2025
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