Nino Caruso (Tripoli 1928 - Roma 2017)
Monumento alla Resistenza
1964 piazzale Falcone e Borsellino
materiale cemento armato e pietra del Furlo
dimensioni 35 metri di perimetro, h 4/5 m
Il Monumento viene commissionato dal Comune di concerto con il Comitato provinciale per le Celebrazioni del ventennale della Resistenza, che sceglie l’area verde di viale del Risorgimento nei pressi della Stazione Ferroviaria dove negli ultimi mesi del conflitto era avvenuto uno scontro a fuoco tra partigiani e nazifascisti. Del progetto sono incaricati gli architetti Fausto Battimelli, Paule Espagne e Carlo Biscaccianti che fin da subito aprono un confronto con Nino Caruso. La parte architettonica del monumento viene pensata come una scenografia con al centro il piccolo bastione in pietra del Furlo per ricordare la lotta partigiana sui monti dell’Appennino umbro-marchigiano. L'area centrale è concepita come spazio collettivo - una moderna piazza cittadina - dove si raccolgono rampe e aiuole convergenti verso il fulcro prospettico rappresentato dal muro con il testo ‘Resistenza’. A coronamento di questa grande esedra è posta la struttura metallica pensata dall’artista (sei tonnellate di peso) che si propone simbolicamente come un’enorme “siepe di forme umane”, con aste, lance e armi innalzate in segno di lotta, a ricordo dei civili che si ribellarono al regime nazifascista. Allo stesso tempo la massa metallica lanciforme vuole evocare il movimento unitario di bandiere vittoriose innalzate dalle popolazioni durante comizi e cortei nei giorni della Liberazione. Lo spazio pubblico realizzato delinea così un’area arredata e attrezzata a giardino che è al contempo luogo di sosta dove i cittadini possono trascorrere il tempo libero e piccola agorà per la memoria storico-culturale.
Testo liberamente tratto da Parco Urbano Sculture di Pesaro, Pesaro, Archivio Loreno Sguanci APS, 2025
www.archiviolorenosguanci.it/ilparcourbanodiscultura