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Cenobio di San Bartolo

Situato nel punto più alto del Parco San Bartolo, il Cenobio è fondato da due eremiti di origine spagnola - Giovanni di Berengario e Pietro di Gualcerano Barbarani - che fra il XIV e XV secolo si insediano in questo luogo dove era già presente una chiesa. Nel 1442 il convento diventa sede dell’ordine dei Girolamini.

Prezioso l’assetto storico e paesaggistico in cui si colloca il Cenobio: è qui che - dalla seconda metà del XV secolo - le signorie della città, gli Sforza prima e i Della Rovere poi, costruiscono le loro ville per ‘diletto e maraviglia’. La fortuna del piccolo convento si lega quindi strettamente alle famiglie ducali e con l’estinzione dei Della Rovere la struttura cade nell’oblio. Vista la sua posizione strategica e vicinissima al faro, durante la Seconda Guerra Mondiale, i tedeschi lo trasformano in un’importante stazione di osservazione sulla Linea Gotica. In seguito alla soppressione degli ordini religiosi, nel 1869 la famiglia Zanucchi Pompei lo acquista dal Comune di Pesaro per utilizzarlo come residenza di villeggiatura.

Il Cenobio si articola in tre corpi di fabbrica: il convento, la ‘casa del custode’, la chiesa dedicata a San Bartolo. Secondo la tradizione classica conventuale, il chiostro ha al centro la vera da pozzo; inconsueta, invece, la presenza di due vasche realizzate con manufatti già impiegati in altri edifici.

La chiesa è caratterizzata da un ricco portale in pietra della Cesana. All’interno, i tre altari sono dominati da importanti pale, opera di allievi e collaboratori di Federico Barocci: nel maggiore, il Martirio di San Bartolomeo di Antonio Viviani (1612 ca.); la Madonna del rosario con San Domenico e il beato Pietro (1623) di Giulio Cesare Begni, sull’altare di destra; a sinistra, la Madonna orante tra la Maddalena e Santa Caterina d'Alessandria di Antonio Cimatori detto il Visacci. Qui è custodito il sarcofago del beato Pietro di Gualcerano, ritenuto il protettore dei bambini. Così, ogni 2 maggio - festa del San Bartolo - le famiglie del territorio percorrono a piedi la piccola salita che porta al convento per ottenere una speciale benedizione per i propri bimbi.

Nel 2025 si è concluso il progetto di restauro ‘Il luogo del silenzio. Chiesa e Cenobio del colle San Bartolo’ (NRR M1C3, Investimento 2.2 - Finanziato dall'Unione Europea, NextGeneration EU - Codice CUP B79F220172500 - Intervento di protezione e valorizzazione dell'Architettura e del Paesaggio Rurale), che ha coinvolto: il muro di cinta, il vestibolo d’ingresso, l’altare sinistro della chiesa, il giardino.

strada di San Bartolo 71-73
proprietà e gestione Eredi Zanucchi Pompei
modalità d’ingresso aperto su prenotazione (cenobiosanbartolo@gmail.com)
ingresso gratuito
accessibile al vestibolo d’ingresso e al chiostro
info https://www.cenobiosanbartolo.it 

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