INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE
Il Consiglio comunale ha parlato della “Gestione e aggiornamenti sulla procedura negoziata” per “la realizzazione del progetto Sonoteca” con l'interrogazione a firma dei consiglieri Boresta, Redaelli, Canciani, Malandrino e Corsini a cui ha risposto l’assessora alle Reti informatiche e città digitale Francesca Frenquellucci: «L’orientamento volto all’interruzione del cd. Progetto Sonoteca, espresso fin dalle prime sedute di giunta dell’attuale mandato (luglio 2024) e formalizzato nel corso della seduta di Giunta del 2 agosto 2024, è maturato a seguito di una rivalutazione complessiva dell’interesse pubblico nei riguardi del progetto stesso, anche in ragione della constatazione del mancato inizio dell’esecuzione dell’appalto. Tale volontà è stata comunicata agli Uffici del Servizio competente che, attraverso i diversi dirigenti che si sono succeduti da luglio 2024 ad oggi, si sono attivati con l’obiettivo di recepire il sopra indicato indirizzo politico. A seguito delle prime risultanze ed approfondimenti avviati, gli Uffici, anche in considerazione della complessità delle valutazioni da compiere e dell’esistenza di un’indagine penale in corso nei riguardi dell’affidamento in oggetto, hanno incaricato l’Ufficio Legale per dirimere la questione. L’Ufficio legale, con l’attuale dirigente ad interim del Servizio, sta ad oggi predisponendo le azioni idonee al recupero delle somme oggetto dell’affidamento». Tutto questo avendo cura di coniugare, dal punto di vista giuridico-amministrativo, l’attuazione dell’indirizzo politico con l’avverarsi degli effetti derivanti dalla stipula del contratto. Continua l’assessora: «La procedura esige in questo momento la massima riservatezza, al fine di non comprometterne gli esiti, sarà cura degli Uffici tenermi aggiornata sugli sviluppi», ha detto l’assessora ricordando anche il percorso fatto dalla CTE Pesaro.
La consigliere Boresta: «Non posso ritenermi soddisfatta. Questo affidamento risale a febbraio 2024. Poi a settembre 2024, in occasione di un incontro della Commissione controllo e garanzia, la dirigente allora competente riferì che a seguito di alcune contestazioni di residenti, sindaco e giunta avevano deciso di non realizzare più il progetto. Ad un anno e due mesi da quando si è deciso di non realizzare il progetto, servono rispetto dei tempi e delle istituzioni coinvolte».
PROPOSTE DI DELIBERE
Si è poi passati alle delibere. La prima, approvata con 21 voti favorevoli (10 gli astenuti), è stata quella presentata da Riccardo Pozzi, assessore al Patrimonio, sull’“Estinzione anticipata di mutui contratti con Cassa depositi e prestiti Spa”. «Portiamo in Consiglio questa proposta che nasce da un attento lavoro di ricognizione richiesto dall’Amministrazione comunale agli uffici che hanno lavorato in questi mesi per reperire risorse utili a portare avanti tutti quei servizi e interventi che rendono solido questo Comune: il welfare, la cultura, il verde, le manutenzioni e soprattutto le politiche sociali ed educative. Quest’azione di verifica, ci ha permesso di individuare importanti risorse per ridurre l’indebitamento dell’ente e di arrivare quindi alla delibera in oggetto che ci permetterà di avere risorse, dal 1° gennaio 2026, per garantire quanto prima citato e quindi maggiore sostenibilità finanziaria all’ente. L’estinzione anticipata dei mutui cancellerà le spese per interessi e darà un risparmio di 2,5 milioni. Ci permetterà anche un bilancio ancor più equilibrato, perché alleggerito del “peso” delle rate nella parte corrente (128.447,88 euro l'anno). E questo significa diverse cose. Dà maggior autonomia e più libertà di scelta nelle politiche future. Significa meno debito, meno vincoli e maggior percezione di affidabilità per il Comune. Significa un bilancio più solido e in cui è più facile individuare risorse per i servizi e le manutenzioni. Significa buona gestione, responsabilità e prudenza. E maggiori benefici per la collettività. È una proposta che guarda al futuro e punta a dare nuove opportunità senza lasciare debiti, investendo nell’autonomia e costruendo una città che cresce senza pesare sul domani».
Canciani: «Ho analizzato i due mutui, in particolare quello da 2,6milioni, partito nel 2006. Dopo il Covid, questo come altri, è stato rinegoziato, con slittamenti alle scadenze. Spero siano stati valutati dagli uffici tutti i mutui in essere, facendo un rapporto costi-benefici».
Perugini ha sottolineato il «Significato politico della delibera». «Quella del Comune di Pesaro è una struttura che vantano molte Amministrazioni comunali e continuo a dare fiducia ai tecnici che elaborano le delibere su un indirizzo chiaro e preciso dell’Amministrazione. L’assessore ha spiegato che oltre al mero risparmio, la delibera permette di liberare risorse dalla parte corrente del bilancio. Al posto di pagare la rata dei mutui si danno servizi ai cittadini. Liberiamo circa 130mila euro che da oggi abbiamo per coprire le necessità della comunità. È un’operazione virtuosa che possiamo fare perché abbiamo le possibilità e capacità per farla».
Redaelli: «Questa operazione finanziaria non è assolutamente virtuosa. La delibera per noi è estemporanea, senza visione e obbligatoria perché questi fondi devono essere usati solo per l’estinzione dei mutui. Sul tema della guida dell’ente dal punto di vista economico-finanziario non c’è una programmazione da anni, perché da anni non c’è un dirigente». «Questa delibera non è nulla di eccezionale e nulla di programmato; è estemporanea e, fra l’altro obbligatoria. La cifra considerevole citata si poteva usare solo per questo». Infine: «Ripeto non è bene perché ci sono 128mila euro in più; è male perché ne mancano 100mila».
Rocchi: «Purtroppo devo constatare, anche questa volta, il tono polemico del presidente della Commissione Bilancio». Ha poi aggiunto: «Al contrario, io vorrei partire con il mio intervento sottolineando come siamo riusciti ad individuare tutte le risorse per l’estinzione del mutuo, con un risparmio in parte corrente di 128mila euro all’anno. Quindi, parliamo di una scelta che ridurrà l’indebitamento e consentirà all’Amministrazione di utilizzare le risorse per progetti di sviluppo, mantenendo e migliorando i servizi».
Il sindaco Biancani ha precisato: «La dirigente di riferimento è la dottoressa Paola Nonni, mentre la dottoressa Rita Romanelli è stata individuata come Responsabile del servizio, che quindi ha una sua struttura chiara e lineare, al contrario di quello che dice l’opposizione». Sempre rivolgendosi all’opposizione, il primo cittadino ha aggiunto: «Non mi risulta che lo scorso anno abbiate presentato un emendamento per chiudere un mutuo, quindi forse non ve ne siete accorti. Forse sarebbe opportuno studiare meglio il bilancio prima di criticare un’azione che il Comune ha intrapreso. Non voglio polemizzare, ma questo è il primo bilancio complessivo dell’anno e include l’estinzione di un mutuo: anche davanti a un risultato positivo riuscite comunque a vedere il lato negativo. Cerco di essere un sindaco accogliente, ma di fronte a un’azione positiva dell’Amministrazione non capisco questo atteggiamento. Mi aspettavo un voto unitario, ma evidentemente non è possibile con questi atteggiamenti».
L'assessore Pozzi ha precisato che «l’unica analisi sui mutui da estinguere deve essere fatta sulla base dello sgravio delle rate future. Cassa Depositi e Prestiti opera come una banca ed è questa l’unica valutazione che ci consente di fare tramite simulazioni; i funzionari ne hanno fatte di decine rispetto ai diversi finanziamenti in essere».
Fabbri: «Il gruppo AVS voterà a favore. Il costo del denaro è sempre più alto e chiudere i mutui rende virtuoso l’ente».
Tommasoli: «Favorevoli alla delibera, ridurre il debito elimina una spesa corrente e dà maggior flessibilità finanziaria a un Comune che deve far fronte ai tagli che sta subendo e chiaroscuri all’orizzonte dire che l’operazione è lodevole».
Alessandroni: «Per il Pd approvare questo atto ha un’importanza politica-simbolica alta. Con la chiusura di questi mutui l’Amministrazione dimostra di lavora con responsabilità, prudenza e visione per rendere solido il bilancio e tutelarsi contro i tagli già previsti per il 2026 senza intaccare ulteriormente la spesa corrente. Lo stesso parere favorevole dei revisori dei conti conferma la bontà di questa scelta».
Marinucci: «Ci sono cose vere da una parte ma anche dall’altra. Spiace questo continuo rimbeccarsi. I consiglieri d’opposizione intervengono cercando di essere propositivi. Uscirò dall’aula al momento del voto».
Marchionni: «Noi ci asterremo», e poi precisa: «Ben venga la scissione tra le figure – quella del segretario generale e del dirigente, in questo caso al bilancio -, ma ristabiliamo la realtà delle cose: siamo stati per 3 anni con una figura che rivestiva più ruoli contemporaneamente, dove era controllore e controllato di sé stesso».
Il Consiglio comunale ha approvato con 30 voti favorevoli, la “Determinazione, per l’anno 2026, del prezzo di cessione delle aree e dei fabbricati da destinare alla residenza e alle attività produttive e terziarie”. L’assessore all’Urbanistica Andrea Nobili ha spiegato: «Si tratta di una delibera “fotocopia” che portiamo ogni anno, sempre uguale, con il solo aggiornamento legato all’Istat per definire il prezzo di cessione, prendendo a riferimento l’unica area PEEP del Comune che è quella di Pozzo Alto. Tramite una formula matematica si va a definire il prezzo totale dell’area che, nel caso del comparto in oggetto, è di 263.623 e che ha un prezzo pari a 291€/mq. Nel caso si dovesse andare a definire un’area, questa sarebbe la cifra di riferimento». «L’area è già stata trattata – ha precisato - anche se mi permetto di sottolinearne la scarsa appetibilità, ma resta comunque a disposizione di un eventuale acquirente o della stessa Amministrazione».
Il consigliere Corsini ha chiesto all’assessore se l’area di riferimento fosse stata trattata e ha poi aggiunto: «Anche durante l’ultimo Consiglio comunale abbiamo visto come il Comune abbia avviato un percorso di valorizzazione di alcuni immobili. Questo lotto di terreno, in particolare, è valutato 265mila euro ed è palese che il Comune, con queste azioni, intende far cassa, e noi non siamo d’accordo. Però vogliamo lanciare un messaggio: facciamo uno sforzo per creare delle sinergie con gli imprenditori e i proprietari dei terreni, magari anche per la realizzazione di edifici di edilizia economica popolare. Tra l’altro, vorrei sottolineare che questo lotto è inserito in un comparto edificatorio non completamente ultimato: è un terreno che abbiamo da tempo e su cui va creata una sinergia».
MOZIONI E ORDINI DEL GIORNO
L’assise è poi passata alla discussione e al voto delle mozioni e degli ordini del giorno. La prima, è stata quella con carattere d’urgenza sul “Patto per la Sicurezza Urbana con la Regione Marche, la Prefettura di Pesaro e Urbino e il Comune di Fano”. Sull’urgenza, il consigliere firmatario Andreolli ha detto: «Oggi c’è un carattere di contingenza legato alle misure finanziarie portate dal bilancio regionale con chiusura a dicembre».
Perugini: «Vorrei si facesse meno propaganda e più attività propositiva legata agli atti istituzionali. La proposta, interessante, viene presentata con urgenza all’indomani di un’uscita sulla stampa che non vede coinvolto il consiglio comunale con questa solerzia».
La mozione non è stata discussa perché è stata respinta l’urgenza dal Consiglio (18 voti contrari, 11 i favorevoli).
Ha ottenuto 21 voti contrari (9 i favorevoli) la mozione successiva, presentata dai consiglieri Bartolomei, Dallasta e Marinucci per l'“Istituzione di un tavolo tecnico sulla crisi del commercio”. I consiglieri hanno riportato il report “Demografia d’impresa nelle città italiane”, realizzato da Confcommercio che indica che “Pesaro si posiziona al terzo posto a livello nazionale per la chiusura di esercizi commerciali, registrando un calo del 32,4% nel commercio al dettaglio tra il 2012 e il 2024”. Anche per questo, a detta dei proponenti, «è necessario istituire un tavolo tecnico a cui partecipino rappresentanti del commercio, associazioni di categoria, esperti del settore e amministratori pubblici – ha spiegato il consigliere Bartolomei - per analizzare le cause della crisi del commercio locale e della desertificazione commerciale nella città; per studiare misure di incentivazione per le nuove attività e di sostegno a quelle esistenti; per valutare politiche di defiscalizzazione e riduzione di tributi per le attività commerciali e promuovere eventi e manifestazioni per rivitalizzare il commercio e la vita sociale della città». Con la mozione i consiglieri chiedono inoltre di «riferire periodicamente al Consiglio sugli sviluppi del lavoro del tavolo tecnico e sulle azioni concrete intraprese».
Marinucci: «Pensavo ci fosse più vivacità sull’argomento. Come ha detto Bartolomei non diamo la colpa a nessuno. Il calo del commercio è un problema storico, ci sono nuovi modi di acquistare. Mi rendo conto che purtroppo le piccole attività andranno a diminuire. Quello che critico alla giunta è la condiscendenza che ha verso i supermercati».
Malandrino: «Sono intervenuto più volte sul tema anche per il mio vissuto e l’esperienza della mia famiglia. Ho fatto anche diverse proposte per dare una mano alle attività che eroicamente resistono nel territorio. È vero che il Comune non può fare tanto. Altrettanto che i provvedimenti presi ultimamente sulla detassazione delle tasse comunali sono un palliativo che difficilmente riuscirà a risolvere una problematica legata anche a fattori sovrannazionali. Ma se siamo al terzo posto per chiusure in Italia è anche dovuto a scelte urbanistiche fatte in un passato (anche recentissimo) che ha spinto alla proliferazione di supermercati». Poi, «Il tavolo dovrà riunirsi, e farlo spesso. La desertificazione commerciale è prodromo di minor sicurezza e appetibilità dal punto di vista turistico della città».
Anniballi ha citato un articolo giornalistico relativo ad Ancona titolato la “Strage dei negozi” e poi ha sottolineato: «Crisi e desertificazione sono dovuti a più cause: affitti elevati, perdita del potere acquisto, cambio delle abitudini dei consumatori, concorrenza delle piattaforme online, centri commerciali operativi 7 gg su 7 che danno una spallata al commercio di prossimità». Ma «La proposta di un Tavolo tecnico arriva con ritardo e s’inserisce in un contesto in cui il Comune ha da tempo avviato azione strutturata su questo fronte; ad esempio dal periodo del Covid esiste un tavolo anticrisi che include diversi soggetti istituzionali, ancora pienamente attivo. Ma oggi serve concretezza e vanno considerati alcuni elementi fondamentali. Primo: la disponibilità di risorse statali e regionali; senza, le misure locali rischia d’essere o inefficace o solo simbolica. E la nostra Regione, finora, non sembra collaborativa: stiamo aspettando la risposta alla richiesta del Sindaco di risorse dirette dalla Regione per non disperdere il patrimonio che nel 2024 Pesaro, da Capitale italiana della cultura, ha creato con il ruolo strategico di promozione e accoglienza strategica del territorio marchigiano». Altro elemento da considerare «è la posizione del Governo: l'annuncio della Zes per Marche e Umbria se fosse arrivato prima (e non a ridosso delle elezioni), visti i tempi burocratici sarebbe già operativa».
Andreolli: «La maggioranza non coglie quella che è una tematica posta nel livello, nella maniera e nel modo corretto, ma declina e annacqua il problema. Ho sempre detto che non esiste un "problema Pesaro”, ma un problema nazionale del settore. Le proposte che vengono fatte, di un correttivo di una mozione che ha pienamente senso, sono quelle di istituire un tavolo regionale, che già esiste per legge. Il tema che si pone è semplice: rispetto a ciò che può fare il Comune, ragioniamoci insieme».
Tommasoli: «Dobbiamo rispetto a chi, ogni mattina, alza la serranda. Al dividere l’aula su problematiche che sono di tante famiglie, davvero io non ci sto». «I toni su questa mozione non possono che essere condivisi. Sappiamo invece tutti che gli osservatori e i tavoli regionali esistono, dovremmo trovare il modo per sedervisi e partecipare». La consigliera ha citato poi la Legge regionale (art. 28 della L.22/2021) che indica che «vanno versati importanti contribuiti alla Regione, ogni volta che si fanno centri commerciali medi o grandi. Mi domando: in che maniera la Regione spende questi soldi che puntualmente vengono presi da chi investe nelle diverse città delle Marche?».
Marchionni: «Ho letto il documento di Bartolomei, ascoltato il dibattito...e la figura della maggioranza, nel chiedere l’istituzione di un tavolo che già esiste, è abbastanza superficiale. È evidente che il tavolo locale voluto durante il Covid oggi non funziona più. Quindi per quale motivo non possiamo coinvolgere il livello istituzionale, che è il Consiglio comunale attraverso le sue commissioni, nel cercare di allargare il tema?».
L'assessora alle Attività economiche Francesca Frenquellucci: «Faccio i complimenti alla presidente della Commissione IX Anniballi, il fine dell’emendamento era quello di arrivare ad un’idea condivisa. Ascoltando alcuni interventi della minoranza devo rispondere che, sì, siamo a conoscenza dei tavoli tecnici che vengono organizzati, dove viene invitata la parte tecnica. Il problema è che lo stesso Acquaroli ha ricordato che è importante creare tavoli delle attività economiche coinvolgendo gli assessori di tutti i comuni. Forse è la minoranza che non è informata su ciò che ha detto il presidente della Regione». E continua: «Non c’è nessun problema coinvolgere altri enti, lavoriamo insieme e diamo una mano anche agli altri comuni».
Al documento, la consigliera Anniballi ha presentato un emendamento per «andare incontro alla richiesta dei consiglieri di Forza Italia estendendo il tavolo a un livello regionale perché a livello locale ne esistono di numerosi». Nel testo la consigliera sottolinea che il report citato nella mozione, «Non considera le nuove aperture relative allo stesso periodo, che a Pesaro superano le chiusure, come più volte ribadito dall’Assessora competente». La consigliera ha evidenziato che «esistono già numerosi tavoli di confronto attivi a livello comunale, compreso il tavolo anticrisi istituito durante la pandemia, che allora poteva contare sugli aiuti economici dei DPCM nazionali. Inoltre, vengono regolarmente organizzati incontri con le categorie economiche e i commercianti, suddivisi per zone e per periodi dell’anno – ad esempio per le iniziative natalizie, i Giovedì dello shopping, la Baia Flaminia e altri eventi – ai quali partecipano sempre le associazioni di categoria». Con l’emendamento la consigliera ha chiesto che il tavolo sia “regionale”, così come di ampliare il territorio di riferimento del dispositivo perché «Guardare solo all’ambito locale senza voler “disturbare” la Regione significa fare ben poco».
Bartolomei: «Non posso accogliere questo emendamento: faccio il consigliere comunale e non regionale. A me interessa aiutare i commercianti di Pesaro, fare qualcosa di costruttivo senza strumentalizzare l’argomento. Vanno create occasioni di confronto tra politica, cittadini, commercianti, associazioni di categoria».
L’emendamento non è stato accolto, quindi si è proceduto con le dichiarazioni di voto della mozione così com’è stata presentata da Bartolomei.
Perugini: «Siamo tutti qui per dare un contributo con gli strumenti e le forze che abbiamo a disposizione. Dovremmo interrogarci sul ruolo che abbiamo come consiglieri comunali per dare un indirizzo forze all’Amministrazione. Ma come possiamo farlo oggi a fronte alle dichiarazioni dell’Assessora che conferma che i confronti vengono fatti con costanza e continuità? I commercianti hanno bisogno di risposte concrete. E chi può darle se non l’ente - come la Regione Marche – che ha competenza in materia di leggi quadro sul commercio, di investimenti e di risorse, di interventi verticali, anche in tema di tassazione?».
Andreolli: «La frase corretta da dire è: quando la maggioranza si rende conto che è difficile risolvere un problema scarica la responsabilità su un livello più alto, è questo quello che stanno facendo».
Lugli: «Voto contrario dei Cinque Stelle. Il lavoro di Bartolomei è lodevole nell’iniziativa, ma mancano alcune considerazioni importanti: il tavolo anticrisi lavorò parecchio nel periodo di crisi, fu frequentato anche dai consiglieri, allora regionali. Non si tratta di ribaltare su un livello più alto, ma rendersi conto responsabilmente che ci sono situazioni che necessitano di condividere il piano con le istituzioni che governano. Frenquellucci ha lavorato tantissimo per il commercio della città, non ha mancato mai in niente e per questo la ringraziamo».
Tommasoli: «Avrei preferito una condivisione. Da domani sarò al lavoro per capire quanti soldi ha incamerato la Regione Marche (con la legge prima citata) che dovrebbero arrivare su questo territorio».
Malandrino: «Si dovrebbero mettere da parte i paraocchi partitici. Sulla Legge appena citata dalla consigliera, chiarisco che è stata omessa una parte in cui si indica che la Regione istituisce una Commissione che distribuisce i proventi agli enti locali».
Marinucci: «La crisi è nazionale, non solo pesarese, per nuovi sistemi di acquisto. Quello che Bartolomei ha cercato di far capire è aiutare i commercianti e le loro famiglie».
Fabbri: «Ciò che è stato proposto non è nulla di innovativo e diverso da ciò che l’Amministrazione fa tutti i giorni».
Bernardi per mozione d’ordine: «Chiedo formalmente al Presidente di prendere provvedimenti per limitare i commenti sessisti fatti in continuazione in quest’aula da parte del consigliere Marinucci. Dopo il voto della mozione io con la maggioranza, usciremo dall’aula».
Marchionni: «Il voto è favorevole». «Ci auguriamo che il livello del dibattito possa essere più teso verso i cittadini e meno all’etichettare come sessista una battuta».
Vastante: «Che parte del commercio pesarese sia in crisi è sotto gli occhi di ciascuno e tutti siamo tutti d’accordo sul valore dei Tavoli tecnici ma per mettere a terra i risultati ci vogliono progetti legati al marketing del territorio finanziati con risorse».
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