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Prorogata fino al 12 gennaio la mostra 'L’urlo creativo' di Ettore Travaglini

Visto il grande successo di pubblico, la mostra di Ettore Travaglini a Palazzo Mosca sarà visitabile per tutte le feste di Natale fino a domenica 12 gennaio 2025. Con 55 dipinti e preziosi autografi inediti l’evento celebra il centenario della nascita di un artista poliedrico che ha segnato il novecento pesarese.

Visto l'ottimo riscontro di pubblico, la mostra ‘L’urlo creativo’ a Palazzo Mosca sarà prorogata fino a domenica 12 gennaio 2025.
 

Inaugurata in ottobre, la monografica di Ettore Travaglini (Fano, 1924- Pesaro, 1988) a cura di Tiziana Fuligna e Cecilia Prete celebra i cento anni dalla nascita di un artista poliedrico che ha connotato il novecento pesarese. Accolto nell’ammezzato dei Musei Civici, il percorso espositivo si pone come punto di arrivo di una lunga ricerca sulla produzione del pittore iniziata con una tesi di laurea discussa presso l’università urbinate da Federica Perrucci che ha visto la catalogazione delle 199 opere della collezione di famiglia. Il lavoro scientifico è poi continuato con la revisione dei documenti perfettamente conservati: dai disegni alle incisioni, ai manoscritti, alla corrispondenza con intellettuali e critici dell’epoca. A Pesaro si ammirano 53 dipinti - selezionati dalla raccolta di famiglia perché significativi per comprendere la poetica di Travaglini - cui se ne aggiungono uno proveniente da collezione privata e l’altro già appartenente al patrimonio museale. Nel centenario della nascita, la mostra diventa quindi un momento importante per contestualizzare l’opera di Travaglini non solo come esponente di rilievo del vivace novecento pesarese, bensì quale intellettuale libero dalle tendenze e dalle mode ben inserito nel dibattito artistico del secondo novecento. Al contempo, l’evento è un’occasione preziosa per far conoscere meglio Travaglini dopo quasi 20 anni dall’ultima mostra a lui dedicata, aggiungendo un nuovo tassello al lavoro critico fino ad oggi conseguito. Il progetto vuole percorrere tutte le fasi della sua produzione artistica, presentando al pubblico la sua poliedrica figura in tutta la sua complessità ed eterogeneità di linguaggi. Saranno esposti anche alcuni materiali autografi inediti, inseriti dentro una narrazione che proietta lo spettatore nell’universo dell’artista, sempre teso fra ciò che è reale e ciò che non lo è, fra finito e infinito. Come un astronauta sperduto fra le galassie, Travaglini è assediato dall’immensità di spazi smisurati e lascia tracce che si concretizzano in un’ampia produzione pittorica e letteraria che scuote il nostro mondo interiore. Nel susseguirsi delle stanze, il percorso è accompagnato dalle parole dello stesso artista, pensieri e riflessioni che aiutano la comprensione di questa complessa figura.
 
E proprio con l’obiettivo di alimentare la riscoperta di un concittadino illustre del territorio in particolare fra le giovani generazioni, al progetto hanno preso parte gli studenti della classe V P dell’indirizzo professionale ‘Industria e Artigianato per il Made in Italy’ dell’ITET “Bramante-Genga” coadiuvati dai docenti Alessandro Gasperini, Silvia Pensalfini e Enrico Pilla, con un programma di co-progettazione che li ha visti direttamente coinvolti nella realizzazione dell’allestimento, seguito da Paolo Scialoia e dalle curatrici. Con la scuola hanno collaborato le aziende: Pesaro Pannelli, CMT Orange Tools (Pesaro), Ferramenta Olivetti (Fano). Inoltre, l’esposizione è arricchita da una colonna sonora originale creata appositamente dal compositore David-Emilio Nerucci, autore che sviluppa le sue composizioni partendo dal pianoforte, a cui sovrappone progressivamente altri suoni fino a raggiungere l’equilibrio armonico desiderato; un processo creativo caratterizzato da continui ‘aggiustamenti’ che richiama quello di Travaglini nella realizzazione delle sue opere su tela.
 
L’evento è promosso dal Comune di Pesaro con il contributo della Regione Marche, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, in collaborazione con Pesaro Musei. L’organizzazione è a cura della Fondazione Pescheria - Centro Arti Visive.

Ettore Travaglini. L’urlo creativo
a cura di Tiziana Fuligna e Cecilia Prete
prorogata fino al 12 gennaio 2025
Palazzo Mosca - Musei Civici
(piazza Mosca 29, Pesaro)

orario: martedì-domenica e festivi 10 – 13/15.30- 18.30
ingresso con Card Pesaro Capitale, gratuito fino a 18 anni
info 0721 387541 | info@pesaromusei.it www.pesaromusei.it

BIO
Ettore Travaglini nasce a Fano il 24 dicembre 1924. Negli anni della prima giovinezza cresce dentro il fervido clima culturale fanese, insieme agli amici Arnaldo Battistoni, Luigi Antinori, Lando Fabbri, con cui manterrà una profonda amicizia. Nell’immediato dopoguerra frequenta gli artisti Emilio Antonioni e Giorgio Spinaci; proprio quest’ultimo, amico fraterno di Francesco Carnevali, lo spingerà a iscriversi alla Scuola del Libro di Urbino, dove conseguirà il diploma nel 1950. Conclusi gli studi Ettore inizia subito ad insegnare. È in una scuola pesarese che conosce la collega Eleonora Mariotti, sorella dei latinisti Scevola e Italo, che sposerà nel 1956. All’attività di insegnante, Ettore affianca tenacemente quella creativa, dipingendo e scrivendo: «Comunque vadano le cose, un pittore rimane sempre un pittore», appunta in pensieri autografi. Pur vivendo a Pesaro dove allestisce anche il suo studio, continua a frequentare il Caffè Centrale di Fano, al quale dedica anche una raccolta di racconti, e mantiene vivi i rapporti con gli amici di Urbino testimoniati anche dalla corrispondenza: primo fra tutti Carnevali, poi Bruscaglia, Castellani, Volponi. Sin dagli anni Sessanta, l’artista espone in diverse personali a Pesaro, Fano, Urbino ma anche a Sassoferrato e Legnano, ospitato da Gallerie e istituzioni pubbliche. Diverse le presenze anche in mostre collettive fra cui il Premio Scipione (1955); il Premio Marzotto, Valdagno (1958); VIII Quadriennale di Roma (1960); dal 1958 partecipa a diverse edizioni del Premio Marche, Ancona; dal 1969 partecipa a molte edizioni della Rassegna “G. B. Salvi” e “Piccola Europa”, Sassoferrato; Cronovideografie, Pesaro (1990). Fra i premi si menzionano: Premio Colori della Lunigiana, Sarzana (3° Premio,1958); Mostra Nazionale di Pittura Contemporanea, Cinisello Balsamo (4° Premio, 1967); Premio Chiostro Ascoli Piceno (2° Premio, 1968). Nel suo percorso artistico sperimenta diverse fasi stilistiche: partendo dal figurativo inizia a scomporre la forma arrivando a tecniche materiche molto vicine all’informale. Successivamente indaga le tecniche astratte realizzando opere pienamente inserite nei linguaggi degli anni Sessanta del secolo scorso. Dagli astratti ritorna a ricomporre di nuovo le forme in figurative: guerrieri, figure femminili, angeli fino alla sintesi degli pterodattili, gli uccelli preistorici che caratterizzeranno tutta la sua ultima produzione. Muore nella sua casa di Pesaro il 6 marzo 1988.
 

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