Dal 12 luglio i Musei Civici di Palazzo Mosca accolgono ‘Dialoghi con il Novecento. Opere dalla collezione Elio Giuliani’, la mostra a cura di Roberto Bua e Joan Martos/studio Mjras, promossa dal Comune di Pesaro e Fondazione Pescheria - Centro Arti Visive in collaborazione con Pesaro Musei.
Ogni collezione nasce da una domanda: a volte è una ricerca consapevole, altre un cammino che prende forma nel tempo attraverso incontri, scoperte, attese e passioni. Questa esposizione invita il pubblico a entrare nel cuore della collezione Elio Giuliani - personaggio ben noto in città -, seguendo le tracce che hanno guidato la costruzione di una delle più significative raccolte private dedicate all'arte italiana del Novecento. Palazzo Mosca accoglie così oltre cento opere - per la gran parte dipinti ma anche acqueforti, matite e xilografie oltre a due maioliche - di Nanni Valentini, Scorza, Gallucci, Castellani, Antonioni, Piattella, Zicari, Caffè, Di Virgilio, Sanchini, Bazzali, Bonetti, Baratti, Di Giorgio, Bucci, Mariotti, Wildi, Pavisa, Brega, Battistoni, Spinaci, Carnevali, Vangi e altri protagonisti del Novecento italiano.
Attraversando le sale, si incontrano campagne e marine, porti e piazze, ritratti, fiori destinati ad appassire e oggetti salvati dall’oblìo. Ogni opera sembra custodire una domanda sul tempo, sulla memoria, sull’identità e sul desiderio; forse sono le stesse domande che hanno guidato lo sguardo di Elio Giuliani nel corso degli anni. Più che raccontare una collezione, ‘Dialoghi con il Novecento’ racconta una ricerca e spinge a domandarsi dove quel filo rosso - che compare anche nella grafica - ha avuto la sua origine.
Per questo, accanto alle opere prendono vita alcune delle storie che le accompagnano. Dediche autografe, occasioni particolari, ricordi e vicende personali costituiscono un patrimonio immateriale che affianca quello custodito nelle cornici e restituiscono la dimensione umana del collezionismo: perché ogni pezzo è anche testimonianza di un incontro e di un momento di vita. Il visitatore scoprirà così che è stata molto lunga l’attesa per conquistarsi la Ragazza paesana di Gallucci o che le Figure di Luigi De Virgilio furono ‘affidate’ a Giuliani - perché meritevole di conservare quello che considerava il suo portafortuna - da Giancarlo Bojani direttore scientifico dei Musei Civici dal 2001 al 2006.
Il percorso espositivo
Il percorso si apre con il territorio, luogo delle origini e della memoria per Giuliani e per i ‘suoi’ artisti. Le campagne, la città e il mare raccontano il paesaggio pesarese non soltanto come scenario ma come spazio vissuto e restituito attraverso sensibilità diverse. Il racconto si sposta verso la vita quotidiana: uomini e donne al lavoro, figure in passeggiata, momenti di svago e relazione che testimoniano il ritmo ordinario dell'esistenza e la sua dignità narrativa.
L'attenzione si concentra poi sul volto umano: nei ritratti emerge l'enigma dell'identità, il tentativo di cogliere ciò che si cela oltre l'apparenza. Negli autoritratti, invece, lo sguardo si fa ancora più intimo: gli autori scelgono come rappresentarsi, offrendo una riflessione sulla propria immagine, sul proprio ruolo e sulla propria esperienza creativa.
Nelle nature morte, il tempo sembra sospendersi. Sottratti alla frenesia del quotidiano, gli oggetti diventano occasioni di contemplazione e silenzio, suggerendo una riflessione sul trascorrere del tempo e sulla permanenza delle cose.
Nell'ultima sala il ‘dialogo’ si apre alla dimensione pubblica del collezionare con tre opere provenienti dalla collezione del Novecento dei Musei Civici: la Serra degli Orti Giuli di Luigi Bazzali, una Marina di Ciro Cancelli e una natura morta di Ciro Pavisa. Selezionate dallo stesso collezionista, mettono in relazione la raccolta privata con il patrimonio della comunità mostrando come la passione individuale può contribuire alla costruzione di una memoria condivisa ma sono anche un seme per il futuro. Saranno proprio questi dipinti a introdurre la nuova sezione museale permanente sul Novecento di Palazzo Mosca che verrà presentata nel prossimo autunno.
A chiudere la mostra, l'opera ‘zero’ da cui tutto ha avuto origine: La Giostra di Naponelli donata dalla zia a Giuliani quando aveva 23 anni, ancora una bella storia d’affetto. Una piccola raccolta di cavalli e un drappo rosso sospeso evocano simbolicamente il momento iniziale del collezionare: un gesto di scoperta e meraviglia che continua a dare senso all'intera raccolta.
Curiosità
I numeri della collezione Elio Giuliani: 700 opere (circa) di 120 artisti pesaresi raccolte in 42 anni.
Dialoghi con il Novecento. Opere dalla collezione Elio Giuliani
a cura di Roberto Bua e Joan Martos
12 luglio - 11 ottobre 2026
Musei Civici di Palazzo Mosca
orario lunedì 10-13, martedì-domenica e festivi 10-13 15-19
da settembre martedì-domenica e festivi 10-13, 15-18
ingresso a pagamento, gratuito under 18 e possessori Carta Famiglia del Comune di Pesaro
info 0721 387541 info@pesaromusei.it
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