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ERA (LA) MONTECATINI

La prima edizione del progetto di Macula ‘Foto-Archivi_Pesaro Memoria Aperta’ Macula è dedicata alla storica fonderia. Per la sua realizzazione, l’associazione sta già raccogliendo materiali da chi è interessato a contribuire.

Taglierà il nastro entro il mese di dicembre, la prima edizione di ‘Foto-Archivi_Pesaro Memoria Aperta’, progetto annuale pensato dall’associazione ‘Macula. Centro Internazionale di Cultura Fotografica’ per valorizzare gli archivi fotografici della città. L'idea è quella di mettere a disposizione di cittadini, scuole, artisti e ricercatori, i materiali fotografici d'archivio custoditi da Macula o da altri soggetti del territorio perché diventino occasione di riscoperta del passato con una proiezione verso la contemporaneità.  

L’edizione 2020 di ‘Foto-Archivi_Pesaro Memoria Aperta’ è dedicata all'ex complesso Montecatini di Pesaro (dove oggi sorge il centro commerciale Miralfiore - Ipercoop) - luogo ‘storico’ che tutti ricordano -  con materiali fotografici e documentari databili tra il dopoguerra e gli anni Ottanta del novecento. L’iniziativa è promossa da Macula con il contributo di Comune di Pesaro/Assessorato alla Bellezza e Regione Marche, in collaborazione con ISIA Urbino, Biblioteca Oliveriana, Biblioteca Archivio Bobbato, Istituto di Storia Contemporanea della Provincia di Pesaro e Urbino (ISCOP); con il sostegno di Neomec e Gabriele Cesarini-Meccanica di Precisione.
A partire da una selezione di foto e documenti provenienti dall'Archivio Montecatini conservato in forma digitale da Macula e dalla Biblioteca Oliveriana, sarà possibile ricostruire la vicenda della Montecatini in relazione al contesto storico, urbanistico e sociale della Pesaro del secondo dopoguerra.
Grazie al coinvolgimento dell’ISIA Urbino, alcuni studenti coordinati dai docenti Lucia Miodini, Paola Binante e Stefano Veschi, realizzeranno un progetto fotografico ritornando sui luoghi ritratti nelle immagini d'epoca per registrarne le trasformazioni urbanistiche e sociali con una rilettura creativa degli originali alla luce delle esperienze e delle ricerche contemporanee nel campo della fotografia industriale e d'archivio. Inoltre, verranno registrate una serie di interviste a ex dipendenti della Montecatini a cura della alla Biblioteca Archivio Bobbato e ISCOP.
I risultati di questo lavoro prenderanno forma in una mostra virtuale e interattiva che offrirà al pubblico uno spaccato di storia della città, invitandolo a riflettere e immaginare scenari futuri con modalità di partecipazione attiva. In programma anche un’esposizione allo ‘spazio bianco’ di via Zongo 45 dove ammirare parte dei materiali originali confluiti nella mostra sul web. Tra i prodotti fisici del progetto anche il catalogo di mostra (formato A4, 128 pagine) progettato dagli allievi dell'ISIA.

Per la realizzazione del progetto, Macula sta raccogliendo materiali che andranno ad ampliare l’archivio Montecatini e che confluiranno nella mostra virtuale; l’azione rientra nell’ambito di ‘Storie dalla soffitta’, la campagna di raccolta di foto storiche lanciata nel 2012 che sensibilizza nei confronti dell'esistenza di un prezioso patrimonio visivo dove si conserva la memoria storica collettiva ma spesso a grave rischio di dispersione. Chi fosse interessato a contribuire con testimonianze di vario genere può contattare Macula (333 7871667, archivio@spaziomacula.it ).

La Montecatini
Nel 1917, la Società Generale per l’Industria Mineraria e Chimica Montecatini di Milano rileva la Fonderia Albani. Nasce così la Fonderia Montecatini di Pesaro (Montedison dal 1966), che ben presto diventerà una delle punte di diamante nei settori della metalmeccanica e della fonderia. I suoi prodotti (tubazioni, silos, laminati, macchinari, impianti chimici, saracinesche per acquedotti ecc.) saranno esportati in tutto il mondo, fino alla crisi degli anni Settanta e la chiusura nel 1981. Il Fondo Montecatini acquisito dall’associazione Macula si compone di vari nuclei fotografici provenienti per lo più dagli archivi personali di ex dipendenti, con immagini databili tra gli anni Quaranta e Ottanta. I più consistenti sono i fondi Ezio Bartoli, Marilena Rossi e Luigi Fornari, di cui Macula ha completato l’opera di digitalizzazione. Altri fondi meno consistenti sono quelli di Mario Vacca, Luciano Rossi e Luigi Moretti.

Info 333 7871667, archivio@spaziomacula.it

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