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Concerto Rosa. Musiciste dal mondo

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L’edizione 2020 dell’iniziativa di beneficenza dell’Orchestra Olimpia è dedicata al'Istituto Nazionale Musicale Afghano. Sul palco del Rossini, Olimpia e l'ensemble femminile di Kabul, Zohra.

 

 

Dopo il successo del concerto di esordio dell'8 marzo 2019, il cui ricavato è stato devoluto come borsa di studio al Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell'Università di Bologna, l’Orchestra Olimpia torna con il Concerto Rosa 2020 che si terrà domenica 8 marzo alle 18 al Teatro Rossini; questa volta il sogno punta oltre il confine nazionale e più precisamente in Afghanistan, terra di conflitti antichi e recenti. È a Kabul che Olimpia vuole indirizzare i suoi sforzi, a favore dell'Istituto Nazionale Musicale Afghano e dell'ensemble femminile Zohra. 

Dal 1976 al 2001 (anno della caduta del regime talebano), l'Afghanistan vive quella che è conosciuta come Età del Silenzio: coloro che venivano sorpresi a suonare o vendere strumenti musicali venivano torturati e imprigionati e molti musicisti sono stati costretti a lasciare il paese. Le ragazze di Zohra sono le prime musiciste delle loro famiglie a studiare musica dopo oltre 30 anni e arrivano a Kabul da tutte le parti dell'Afghanistan per intraprendere i loro studi musicali. Molte di loro, non più sostenute dalle famiglie per questa loro scelta, risiedono presso l'orfanotrofio AFCECO (Afghan Child Education and Care Organization) insieme ad altri orfani e disagiati. Sono aiutate economicamente dall'ANIM (Istituto Nazionale Musicale Afghano) fondato e diretto dal musicologo Ahmad Sarmast, da sempre impegnato con il governo afghano per favorire la ricostruzione dell'educazione musicale del paese. Per aver portato la musica tra i ragazzi orfani di guerra e disagiati ed aver permesso alle ragazze di studiare insieme ai maschi, accusato di aver corrotto la Gioventù afghana, Sarmast è stato oggetto di un attentato da parte degli estremisti religiosi, a seguito del quale ha riportato danni permanenti all'udito. Numerosi i premi che gli sono stati conferiti, tra cui il Polar Music Prize nel 2018 (meglio noto come Premio Nobel della musica) e nel 2016 il Culture Heritage Rescue Prize (Spoleto), conferito ai coraggiosi che salvaguardano il patrimonio culturale a rischio mettendo in pericolo la propria vita.

L’8 marzo, le ragazze di Zohra si esibiranno come soliste insieme alle ragazze di Olimpia e renderanno partecipe il pubblico della loro coraggiosa storia. Sul palco con loro anche grandi nomi del firmamento musicale internazionale che sostengono l'iniziativa: la violinista armena Sonig Tchakerian docente presso l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia e la violoncellista coreana Meehae Ryo si uniranno alla pianista Roberta Pandolfi sotto la direzione di Francesca Perrotta. Il ricavato dei due concerti (il 7 marzo prevista un’esibizione anche a Senigallia) sarà devoluto all'Istituto Nazionale Musicale Afghano per la costruzione di una mensa sotterranea che funga da bunker in caso di emergenze belliche e per sostenere le spese di vitto e alloggio delle ragazze di Zohra presso l'orfanotrofio adiacente all'Istituto.

Il concerto dell’8 marzo rappresenta il culmine di una settimana ricca di attività durante la quale Olimpia avrà l'onore di ospitare questa delegazione dell'orchestra femminile Zohra e lo stesso Ahmad Sarmast per un progetto che si configura come un vero e proprio gemellaggio.

I biglietti sono disponibili presso il botteghino del Teatro Rossini e sul circuito www.vivaticket.it 

 

 

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