Fino al 9 settembre i Musei Civici accolgono un evento dedicato al loro 'storico' direttore, ceramistra tra i più interessanti del primo novecento italiano. Visitabile fino al 20 maggio ad Ascoli Piceno, la mostra propone realizzazioni pittoriche su ceramica e alcuni disegni che consentono di far luce su attività e poetiche di Polidori, sopratuttto nel periodo tra il 1920 e il 1942.
Continua ai Musei Civici, la mostra 'Gian Carlo Polidori. Un grande ceramista, un grande maestro (Urbino, 1895-Pesaro, 1962) - a cura di Giuliana Gardelli e Claudio Giardini -, in questo momento visitabile (fino al 20 maggio) ad Ascoli Piceno.
Lo studio sistematico dell’opera (soprattutto degli anni dal 1920 al 1942) di Gian Carlo Polidori, ceramista tra i più interessanti del primo novecento italiano, ha permesso di recuperare e scoprire l’attività e le poetiche dell’artista che conducono appunto ad Ascoli Piceno e a Pesaro, due città che hanno avuto grande importanza nella sua vita creativa e professionale. Polidori viene incaricato della direzione artistica della Manifattura Matricardi di Ascoli dal 1925 al 1930, portandovi l’esperienza maturata presso l’azienda Dolcetti a Venezia e la “Dorica” di Ancona. Ad Ascoli si consolida una simbiosi straordinaria con il proprietario, l’ingegner Giuseppe Maria Matricardi, che consente a Polidori di sviluppare mirabilmente la tecnica degli smalti sia nella produzione ritrattistica che nella realizzazione delle sue famose “Pomone picene”, dalla maschera alla rivisitazione classica, in un’atmosfera coltissima, alla pari con grandi pittori come De Chirico e Casorati.
Dopo Ascoli, Polidori conclude l'esperienza artistica e professionale con la direzione dei Musei Civici di Pesaro - dal 1945 al 1962 -, dove arriva dopo un’articolata carriera scolastica in diverse Scuole d’Arte italiane (Urbino, Grottaglie, Castelli d’Abruzzo, Castellamonte, Sulmona, Fano, Pesaro) e con una competenza di storico dell’arte ceramica di tutto rispetto, esercitata con particolare attenzione per la produzione abruzzese e per quella dell’antico Ducato di Urbino.
Attraverso l’esposizione di splendide realizzazioni pittoriche su ceramica e di alcuni disegni, l'esposizione si pone l'obiettivo di recuperare l’arte e la poetica di uno dei più interessanti artisti del primo novecento italiano. La sua ampia visione dell’arte ha determinato il progressivo evolversi del suo stile: alla base c’era la conoscenza, anche visiva, della cultura della Grecia classica che Polidori aveva potuto ammirare da ragazzo ad Atene; ma anche della pittura rinascimentale studiata a Brera negli anni milanesi. L’esperienza veneziana lo aveva invece avvicinato al Verismo del tardo Ottocento che in parte aveva continuato nel breve periodo anconetano (1924-'25) dove la quotidiana visione del reale raggiunse esiti artistici notevolissimi.
Il catalogo, a cura di Giuliana Gardelli e Claudio Giardini, è pubblicato da Il Lavoro editoriale_Ancona.
La mostra sarà visitabile dal 16 giugno al 9 settembre.
Comune di Pesaro/Assessorato alla Cultura, Sistema Museo
Musei Civici
martedì, giovedì, venerdì, sabato, domenica 10-13, 16-19.30;
mercoledì 10-13;
mercoledì 15 agosto 10-13, 16-19.30;
inaugurazione sabato 16 giugno h 18.30 con apertura serale 21-23
Prezz:
l'ingresso alla mostra è incluso nel biglietto dei musei:
4 euro intero
riduzioni per gruppi e associazioni convenzionate e sulla base dell'età
gratuito fino a 14 anni e ogni terza domenica del mese
tel 0721 387541
accesso disabili