via Rossini 22
tel 0721 387746
proprietà e gestione comunale
Di progettazione cinquecentesca riconducibile forse a un disegno dell'architetto Filippo Terzi, nei secoli il palazzo è stato proprietà di diverse famiglie aristocratiche della città: i Pardi (sino a metà '600), i Gavardini (sino a metà '800) e i Reggiani-Gradari (sino al 1940).
L'edificio occupa un'area di 1.450 metri quadri nello spazio compreso fra via Rossini, via Guidubaldo Della Rovere e via Gavardini, e si articola su tre piani; nel tempo ha subìto svariati rimaneggiamenti che ne hanno definitivamente compromesso l'originaria fisionomia.
Dall'androne si accede al cortile principale, delimitato su due lati da una loggia aperta in cui si aprivano gli accessi ad ampi ambienti di servizio; le arcate superiori sono state murate nel 1914. Il cortile principale porta ad un cortiletto più piccolo, che dava a sua volta accesso alle scuderie. L'apertura delle vetrine dei negozi al pian terreno, che in origine presentava tre finestre chiuse da inferriate, risale invece al 1950. Anticamente decorato da mosaici oggi purtroppo dispersi, l'edificio è stato sede al tempo dei Gavardini (fino al 1795) di preziosi documenti ducali provenienti dall'archivio di Rocca Costanza del periodo 1200-1600, in parte depositati presso la Biblioteca Oliveriana.
Il palazzo è stato riaperto al pubblico nel 2002 dopo essere stato sottoposto ad una totale ristrutturazione. Accoglie sedi comunali - tra cui spazi per eventi espositivi -, gli uffici del Rossini Opera Festival, l'Enoteca Comunale Rossini e lo spazio di mescita "075". Al piano terra il palazzo ospita anche la berlina di gala dei marchesi Mosca, visitabile durante l'orario di apertura degli uffici ospitati nell'edificio.